I sindaci dei comuni italiani cercano in ogni modo di ottenere fondi in questo momento in cui le risorse scarseggiano, ed è proprio seguendo questa filosofia che si pensa a massimizzare gli introiti anche alle isole Eolie.
L’ultima trovata è quella del sindaco di Lipari, Mariano Bruno, deciso a istituire una «tassa di soggiorno» per mettere insieme la somma di 800 mila euro che servirebbero a pareggiare il bilancio di previsione facendo pari e patta in seguito al taglio dei finanziamenti regionali.
Si tratta di una iniziativa del tutto simile a quella già in vigore a Venezia, dove certo la massa totale delle entrate visto il numero di turisti che arrivano ogni anno nel capoluogo veneto è certamente maggiore.
Ma all’iniziativa non sembra plaudire più di tanto la maggioranza di centrodestra che si trova d’accordo con le associazioni degli albergatori. Il sindaco Bruno non si arrende e porta avanti il suo progetto che vede comunque il placet della presidenza del Consiglio e della Regione.
La tassa dovrebbe concretizzarsi in un balzello di 5 euro sui turisti “mordi e fuggi” che arrivano quotidianamente nelle isole a bordo dei traghetti. Ma è prevista anche una tassa di 1500 euro alle compagnie di navigazione per ogni viaggio effettuato.
Secondo il sindaco questa tassa è necessaria per salvaguardare il territorio dalle difficoltà economiche che stanno causando disservizi ai 10mila turisti che quotidianamente visitano le isole.

Il presidente di Federalberghi Eolie, Christian Del Bono, non è d’accordo con l’istituzione di una tassa che, come ha scritto in una missiva diretta al sindaco, «finirebbe col penalizzare esclusivamente la ricettività ufficiale alberghiera ed extralberghiera e aumenterebbe ulteriormente il vantaggio di quanti agiscono nel sommerso rispetto a chi invece opera nel rispetto delle regole e della legge, acuendo pertanto la concorrenza sleale a danno di quest’ultimi ed incentivando la mancata registrazione delle presenze».
Ma Del Bono non si limita a criticare in maniera distruttiva la decisione, sforzandosi di proporre soluzioni alternative: secondo il presidente di Federalberghi si potrebbe ottenere comunque un buon gettito con «l’adozione della tassa di sbarco così come già proposto dall’Ancim in sede nazionale».