Intrattenimento

Nube radioattiva in Italia: è arrivata

Il cielo dell’Italia da questa notte contiene alcune masse d’aria debolmente contaminate da materiale radioattivo proveniente dallo scoppio della centrale nucleare di Fukushima in Giappone in seguito al violento tsunami che ha devastato una grande zona.

Intanto il Ministro della Salute Ferruccio Fazio continua a rassicurare i cittadini. Ecco le parole del Ministro: “Nessuna nube tossica, solo correnti d’aria non pericolose”.

Continuano intanto i problemi nei pressi della centrale nucleare di Fukushima. Le autorità competenti hanno esaminato un tratto di mare che risulta avere la presenza di iodio radioattivo 147 volte superiore alla norma.

A dirlo è l’Agenzia Kyodo. I tecnici della Tepco, la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, stanno continuando a lavorare con i reattori. Sembrerebbe inoltre che due tecnici della Tepco siano stati ricoverati dopo essere stati colpiti da radiazioni nel reattore 3.

Secondo l’Associazione medici endocrinologi (Ame), l’Associazione italiana medicina nucleare (Aimn) e l’Associazione italiana tiroide (Ait) non esisterebbe alcun rischio di contaminazione qui in Italia in quanto il livello di radioattività è molto basso e dunque non è necessaria alcuna precauzione preventiva.

Il Department of Atmospheric and Climate Research del The Norwegian Institute for Air Research (NILU) ha reso noto un modello che chiarisce l’andamento e la quantità di radiazioni che si diffonderanno in tutto il mondo. Sembrerebbe infatti che la nube radioattiva sarà 100.000 volte inferiore a quella normalmente ricevuta dalla radioattività naturale e dunque ininfluente.

La dottoressa Elena Fantuzzi, responsabile  dell’Istituto di radioprotezione dell’Enea, ha dichiarato: Nube radioattiva in Italia: è arrivata“Nei fatti, il rilascio è avvenuto a circa 200 metri. In ogni caso, anche nel caso in cui questa nube raggiungesse effettivamente l’Italia, arriverebbe con una concentrazione di radioattività irrisoria e comunque verrebbe rilevata dalle reti nazionali di monitoraggio”.