Ruby-Berlusconi: processo breve, il 6 aprile. Così il Gip di Milano, Cristina Di Censo, ha deciso in merito alla richiesta inviatagli dai pm di Milano, sul processo breve per l’imputato Silvio Berlusconi. La persona del Presidente del Consiglio è accusata di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.
Il rito immediato è riferito ad entrambi i reati. Il processo si aprirà dunque il 6 aprile dinanzi ai giudici della quarta sezione penale composta da tre donne: Giulia Turri, Carmen D’Elia e Orsola De Cristofaro.
Il Gip ha scritto: «In data odierna il giudice per le in
dagini preliminari Cristina Di Censo, ha depositato il decreto con cui si dispone ai sensi degli articoli 453 e seguenti del codice di procedura penale, giudizio immediato a carico dell’onorevole Silvio Berlusconi».
Tale decisione da parte del Gip di Milano ha provocato una nuova ondata di terremoto mediatico e politico. Ecco infatti i commenti da parte delle diverse fazioni politiche. Il partito del premier ribadisce il concetto già espresso nel corso di queste settimane, circa l’«uso della giustizia a fini politici».
Già in precedenti messaggi dello stesso Silvio Berlusconi, si additiva la Procura di Milano come “incompetente territorialmente” a eseguire le indagini sul caso Ruby. In più di un occasione il premier e i suo legali, Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno infatti affermato “questa è un inchiesta-farsa”. Un modo per inibire la persona del Presidente del Consiglio e far dunque cadere il Governo.