Caso Ruby – Ed ecco che è arrivata proprio in questi minuti la decisione del Gip di Milano, Cristina Di Censo, la quale aveva il compito di decidere sulla richiesta di giudizio immediato avanzata nei confronti della persona del Presidente del Consiglio. E’ stato dunque deciso per il rito immediato.
Per il premier Berlusconi sarà giudizio immediato per entrambi i reati, quello di concussione e prostituzione minorile. Il dibattimento si avrà il 6 aprile davanti ai giudici della quarta sezione penale, composta da tre donne
Continuano le indagini sul caso Ruby che vede accusato il pre
mier Silvio Berlusconi. Nel terremoto mediatico e giudiziario rientrano ora anche feste romane che si aggiungono ai presunti festini a luci rosse tenutisi nella residenza del presidente del Consiglio ad Arcore.
Le autorità competenti stanno infatti ora esaminando le serate organizzate a palazzo Grazioli e quelle al castello di Tor Crescenza. In quest’ultimo secondo gli inquirenti, il premier Berlusconi avrebbe trascorso quasi tutta l’estate 2010.
Secondo alcune fonti giudiziarie sembrerebbe che il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, avrebbe inviato ai colleghi romani tutto il fascicolo contenente i documenti e le carte relative alle feste romane.
Ora dunque interverranno anche i pm di Roma cercando di capire cosa sia avvenuto durante le feste romane e quindi integrando l’inchiesta Ruby. Ricordiamo che ad Arcore secondo le fonti pervenute dai pm di Milano, erano presenti due minorenni: la marocchina Ruby, e Iris Berardi.
A far insospettire è stata una intercettazione della parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi, che in diverse conversazioni si sarebbe vantata di aver organizzato cene e feste nel castello affittato da Silvio Berlusconi.
Ricordiamo che nell’inchiesta Ruby sono accusati di favoreggiamento della prostituzione minorile oltre a Berlusconi anche Nicole Minetti, il direttore del Tg4 Emilio Fede e l’agente dei vip Lele Mora.
Intanto arriva nelle ultime ore la smentita da parte della Procura di Roma. Il procuratore di Roma Giovanni Ferrara ha smentito qualunque contatto con i pm di Milano. “Se si vogliono avere notizie in proposito – ha detto Ferrara – bisogna chiederle ai giornalisti. Noi allo stato non abbiamo ricevuto nulla”.