La pasta non è tutta uguale: ecco il formato che fa ingrassare meno

In generale, il formato della pasta non incide direttamente sul numero di calorie o sulla quantità di nutrienti, poiché la composizione della pasta (farina, acqua ea volte uova) rimane invariata tra i vari tipi. Tuttavia, alcuni formati o tipologie di pasta possono influire sulla percezione di sazietà e la quantità di condimento utilizzato, che a loro volta possono influire sul controllo del peso.

Fattori da considerare:

  1. Indice glicemico (IG):
    La pasta con un basso indice glicemico, come quella integrale, rilascia energia più lentamente, mantenendo stabili i livelli di zucchero nel sangue e favorendo una maggiore sazietà. Formati più spessi o compatti (es. rigatoni o penne integrali) possono avere un IG inferiore rispetto alla pasta sottile come i capelli d’angelo.
  2. Porosità e condimento:
    Formati di pasta lisci, come gli spaghetti, tendino a trattenere meno condimento rispetto a quelli rigati, come le penne oi fusilli, portando potenzialmente a un consumo minore di grassi e calorie aggiunte.
  3. Quantità d’aria intrappolata:
    Formati più voluminosi ma leggeri, come le farfalle, possono sembrare più abbondanti nel piatto, aiutando a ridurre la porzione percepita.

Consigli per una scelta salutare:

  • Preferire pasta integrale o di legumi per aumentare l’apporto di fibre e proteine.
  • Scegliere formati che richiedono meno condimento calorico.
  • Limitare le porzioni e accompagnare la pasta con verdure e proteine ​​magre.

In definitiva, la pasta che “fa ingrassare meno” è più legata a come viene preparata e porzionata piuttosto che al formato in sé.