Precariato e lavoro insicuro: fa male alle donne


Depressione, stress, ansia e mal di testa. Questi sono solamente alcuni dei tanti sintomi delle donne con un lavoro precario. Una nuova ricerca tutta italiana ha infatti dimostrato che il precariato influisce negativamente sullo stato di salute delle donne in particolar modo. I ricercatori dell’università di Firenze hanno di recente pubblicato uno studio molto interessante che mette alla luce un rapporto tra il lavoro e la cartella clinica delle donne.

Secondo questo studio, pubblicato di recente sulle pagine della rivista scientifica ‘Social science & medicine‘, sembrerebbe che le donne che hanno un lavoro precario sono più soggette a malanni.

I sintomi sopra descritti infatti risultano essere solo alcuni dei tanti. Questa sintomatologia – secondo i ricercatori italiani – è maggiormente presente nelle donne che hanno un contratto a progetto o a tempo determinato.

Al contrario invece, le donne che hanno un contratto a tempo indeterminato, risultano essere meno stressate, meno ansiose e meno depresse.

In realtà questo studio è facilmente comprensibile in quanto la sicurezza che offre il posto fisso, (oggi molto difficile da trovare), è certamente invidiabile.

E’ chiaro che il lavoro precario va a pesare non solo sul lato mentale delle donne ma anche sul lato fisico vero e proprio. In sostanza – spiegano i ricercatori dell’università di Firenze – le donne con un lavoro poco stabile, somatizzano tutta questa situazione di incertezza.Precariato, il lavoro insicuro fa male alle donne

Purtroppo sono tante le lavoratrici italiane che hanno difficoltà a trovare un posto sicuro e dunque a portare a casa un buon stipendio. Molte italiane, in particolare parliamo dei giovani (dai 25 ai 35-37 anni) non riescono a trovare un lavoro stabile. Alcune addirittura, visto il momento di forte crisi economica, hanno difficoltà proprio a trovare il lavoro.

E quelle lavoratrici fortunate che riescono a trovarlo, in alcuni casi vengono anche sottopagate.

Purtroppo è una realtà molto complessa e che condiziona la vita di tutti.

Nel corso di questo studio, i ricercatori hanno esaminato un campione di 625 persone. Tra questi il target era: 278 uomini e 347 donne.

Questi soggetti presi in esame avevano un età compresa tra i 16 e i 64 anni. Stiamo parlando dunque di tutta la fascia lavorativa.

La ricerca – spiega la coordinatrice di questo studio la dottoressa Elena Pirani – ha dimostrato che le donne con un rapporto di lavoro di tipo occasionale o a tempo determinato, risultano avere una condizione di salute peggiore rispetto a chi invece ha un posto più sicuro.

”Più perdura il precariato, peggiori sono gli effetti sulla salute, se un contratto temporaneo è seguito l’anno successivo da uno permanente, gli effetti negativi sulla salute spariscono”. Queste sono state le parole della dottoressa.

La ricercatrice inoltre ha affermato che il lavoro precario incide maggiormente sullo stato di salute delle donne rispetto agli uomini. Perchè questo? Secondo la ricercatrice Elena Pirani, la spiegazione va ricercata in capo allo status delle donne.

Le donne ogni giorno infatti devono fare i conti con una realtà familiare difficile e allo stesso tempo con quella lavorativa.

Riuscire a gestire famiglia, casa e lavoro è molto complicato ed è per questo che sono le donne a risentirne maggiormente. Purtroppo poi ad incidere pesantemente sulle condizioni di salute delle donne, non è solo il lavoro precario, ma anche la differenza dei ruoli all’interno della società tra maschio e femmina.

Ancora oggi infatti, nonostante questo confine si sia abbassato, esiste ancora una differenza di ruoli.

Colpa di fattori culturali – storici o forse colpa di fattori fisiologici, certo è che a prendersi cura dei figli e dell’abitazione sono sempre (in modo maggiore) le donne.

A questi due elementi va poi aggiunta la cura degli anziani. Anche questo elemento non va assolutamente trascurato. Sono tutti impegni che incidono sullo stato di salute delle donne lavoratrici italiane.