Lo sviluppo sviluppo di tecnologie di produzione, di trasformazione e di distribuzione degli alimenti da una parte e i sempre più evidenti danni provocati dal modo di nutrirsi della società del benessere dall’altra stimolano una costante ricerca del nesso tra un’alimentazione adeguata e la salute.
E’ ormai risaputo che la maggior parte delle malattie che affliggono l’uomo dipende dall’ambiente, dalle abitudini negative, dall’abuso di farmaci e da un alimentazione incongrua e sbilanciata nelle sue componenti.
Una nutrizione equilibrata costituisce una modalità di prevenzione di primaria importanza.
Ecco perchè, in netta contrapposizione con la cultura dei fast food si punta al recupero della dieta mediterranea. Questo piano alimentare è usato come strumento per il mantenimento della salute.
E’ scientificamente provato che la dieta mediterranea – povera di carne, sobria di latticini e di pesce, abbondante di cereali, legumi, ortaggi e frutta – rappresenta un modello alimentare sano.
Sono numerosi gli studi che testimoniano come tale tipo di alimentazione riduca i rischi d’insorgenza delle cosiddette malattie da civilizzazione.
Pensiamo all’obesità, al diabete, alle malattie cardiovascolari e digestive la cui incidenza è notevolmente maggiore nei Paesi dell’Europa settentrionale rispetto a quelli dell’area mediterranea.
Queste malattie riconoscono i fattori di rischio per così dire immodificabili ma anche fattori parzialmente o completamente modificabili.