Per capire la difficoltà del dimagrimento e quelle del mantenimento del peso ottimale raggiunto è necessario comprendere il meccanismo dell’ingrassamento e i rimedi possibili che si possono adottare. Per perdere peso servono prima di tutto tre cose: sacrificio, costanza e buon senso.
Nel corpo umano esistono dai trenta ai quaranta miliardi di cellule grasse adipose che si gonfiano e si sgonfiano come spugne in base alla quantità di grasso che contengono.
Molto spesso siamo noi, mangiando troppo, che le riempiamo. L’uomo, come gli animali, tende a immagazzinare riserve quando si sente povero, quando ha conosciuto precedenti periodi di vita instabile o carente di mezzi di sussistenza. Oppure quando condizioni di ansia, vuoto interiore, mancanza di affetto, lo stimolano ad immagazzinare maggiori riserve come difesa inconscia o come riempitivo fisico.
In tempi di carestia (diete ipocaloriche, superlavoro fisico, indigenza, malattia, sport, inappetenza) l’organismo è costretto a recuperare energia. Prima consuma tutto il grasso contenuto in queste quaranta miliardi di cellule adipose e dopo comincia a consumare i muscoli, il tessuto connettivo, gli organi.
Ricordiamo che questi depositi sono sempre pronti ad essere riempiti di nuovo e dunque resta sempre la potenzialità di ingrassare nuovamente.
Ogni caloria che ingeriamo in più del fabbisogno normale del nostro organismo si trasforma in grasso adiposo. Ogni caloria che ingeriamo in meno del fabbisogno normale viene recuperata consumando grasso adiposo.
Quindi se non sussistono malattie o disfunzioni, non hai scuse. Se sei in sovrappeso vuol dire che mangi troppo.
Il vero salutare dimagrimento si ottiene soltanto mangiando meno di quanto consumiamo (dieta corretta) o consumando di più di quanto mangiamo (facendo più attività fisica).
Diffidate dalle diete miracolose (-10 kg in due settimane). E soprattutto diffidate dalle diete “salta pasto”, o delle diete dei vip, o delle diete senza sacrifici, o delle diete del digiuno consigliate dalle amiche.