Oggi 16 settembre 2013 torniamo a parlare di test d’ammissione 2013. A sollevare numerose polemiche e ricorsi sarebbe stato in particolare il test d’ingresso alle facoltà di Medicina e Chirurgia.
I candidati che hanno sostenuto l’esame in diverse città italiane sostengono di aver visto irregolarità durante le procedure d’esame.
A gridare al ricorso al Tar sarebbero in particolare gli studenti che hanno sostenuto l’esame in Toscana.
Secondo quanto riferisce Sinistra Universitaria Udu sembrerebbe che ai candidati sia stato imposto di indossare una targhetta indicante il proprio nome e cognome.
Gli studenti si sono trovati completamente spiazzati dal momento che questa situazione va contro i diritti di anonimato durante qualsiasi procedura concorsuale.
Ma ecco che è arrivata l’immediata replica da parte dell’Università.
A parlare in particolare è stata la professoressa Mariagrazia Catania dirigente del Polo Biomedico e Tecnologico – DipINT Università di Firenze.
Ecco quanto ha dichiarato: “Il QR code che identifica, con un’etichetta, ogni singolo partecipante alla prova è predisposto dall’Ateneo e nulla ha a che vedere con il codice a barre per l’identificazione del compito, predisposto, invece, dal Consorzio CINECA, che è preposto dal Ministero alla realizzazione dei test a livello nazionale.
Si ricorda, inoltre, che le copie del test non sono contrassegnate dal nome dei compilatori né da loro firmate e che vengono consegnate in busta chiusa direttamente dai candidati alla Commissione d’Aula; inoltre, la correzione è centralizzata”.