Tragedia a Bari dove una dottoressa di 53 anni in servizio presso il Sim (Servizio di igiene mentale) di Bari è stata uccisa questa mattina con 28 coltellate alla schiena. La polizia ha già fermato il presunto assassino. Si tratta di un suo paziente di 45 anni con problemi di alcol e droga.
Il medico, la vittima, era una psichiatra da venti anni in servizio presso la struttura, lascia due figli gemelli di 10 anni. Da una prima ricostruzione, alle grida della donna è intervenuto un infermiere e poi tre colleghi che a fatica hanno bloccato l’assassino in preda al raptus omicida.
Ancora da capire cosa abbia scatenato la furia dell’omicida. Il colpo mortale, tra quelli inferti dall’assassino, sarebbe stato inflitto alla gola.
«Un problema in aumento, sottostimato e che non gode assolutamente della giusta attenzione da parte dei politici». Così Mario Falconi, presidente del Tribunale dei diritti e dei doveri del medico (Tdme), denuncia il fenomeno delle aggressioni ai danni dei medici, «in crescita anche a causa della crisi, della riduzione delle prestazioni sanitarie e del fatto che le persone sono sempre più esasperate. Chi lavora nei centri di Igiene mentale è chiaramente più a rischio, il paziente con problemi psichici può sempre “scoppiare” da un momento all’altro – dice Falconi – ma ugualmente in pericolo sono anche i medici addetti ai dipartimento di Emergenza-urgenza, dove c’è maggiore affollamento e le persone pensano sempre che il loro problema sia più grave di altri e per questo perdono le staffe facilmente. Personalmente sono molto arrabbiato con i nostri politici, che di fronte a un fenomeno di questa portata non muovono un dito».