Riforma pensioni 2013: Governo letta, 40 anni di contributi ed esodati

Settembre doveva essere il mese della tanto attesa riforma pensioni del governo Letta, ma la sensazione è che anche per via delle vicissitudini interne all’esecutivo il provvedimento possa subire ulteriori ritardi.Riforma pensioni 2013: Governo letta, 40 anni di contributi ed esodati

Ricordiamo che prima delle vacanze la tesi più accreditata era quella secondo cui il governo fosse intenzionato ad approvare, con opportuni emendamenti, la proposta dell’ex ministro del lavoro Cesare Damiano, esponente del PD.


La riforma avrebbe il merito di modificare la legge Fornero in quegli aspetti che sembrano essere risultati più fallimentari. La proposta Damiano si basa in particolar modo sulla possibilità per il lavoratore di accedere a una uscita anticipata rispetto al limite attualmente in vigore sino ad un massimo di 4 anni con una decurtazione pari al 2% sull’assegno inps per ogni anno lavorato in meno.

Esisterebbe anche la possibilità di permettere a chi lo volesse di restare al lavoro sino ai 70, accedendo a un incentivo pari al 2% su ogni anno lavorato in più.

Ma varie correnti di pensiero vanno verso il ‘no’ a questa proposta soprattutto per via dei costi eccessivi che secondo l’Istituto previdenziale avrebbero minato le possibilità dello Stato.


Intanto il governo ha stanziato mezzo miliardo di euro per la cassa integrazione e altri 600 milioni, fino al 2019, per 6.500 esodati,

“La prudenza nella gestione dei conti pubblici” ha avuto “riflessi negativi sull’attività economica nel breve periodo”, ma “ha contribuito a evitare scenari peggiori, a contenere prima e a ridurre” gli spread e “a scongiurare nuove crisi di liquidità”. Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Visco, secondo cui il rispetto del fiscal compact sul debito “non impone un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio, ma presuppone il ritorno su un sentiero stabile di crescita”.

2 commenti su “Riforma pensioni 2013: Governo letta, 40 anni di contributi ed esodati”

  1. Penso che la prioposta Damiano sia corretta. Dopo 40 anni di lavoro ritengo GIUSTO che una persona possa decidere di abbandonare. Con un’età di 57/58 anni non riuscirà mai a percepire la penasione in proporzione a quanto a versato. Poi largo ai giovani. E’ una delle sole possibili via di uscita

  2. Si occupano di non far decadere Berlusconi, vietano l’ uso del fax nella Pubblica Amministrazione, pensano a introdurre la patente per i trattori (compreso chi usa il trattore da 40 anni), fanno tutte stupidaggini e alla vergogna della Fornero non pensano!!! Adesso manderanno in pensione la “quota 96” (35 + 61) ma chi è a quota 101 (41 + 60) non potrà andare in pensione perchè troppo giovane!!! Vergogna!!!
    Lunga vita ai nemici dei politici!!!

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