Sul web circolano le tracce della prima prova. Gli esami di maturità 2013 sono ufficialmente iniziati. Gli studenti proprio in questi minuti sono alle prese con lo svolgimento delle tracce proposte dal Ministero dell’Istruzione.
Analizziamo il brano tratto da L’Infinito viaggiare di Magris Claudio.
Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio.
Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo.
Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all’amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima.
Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l’odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca.
“Perché cavalcate per queste terre?” chiede nella famosa ballata di Rilke l’alfiere al marchese che procede al suo fianco. “Per rit
ornare” risponde l’altro.”
Ecco il brano “Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere – politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi.
Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma,salvandola così

dall’indistinto – ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue.
Saperle flessibili, provvisorie e periture, come un corpo umano, e perciò degne di essere amate; mortali, nel senso di soggette alla morte, come i viaggiatori, non occasione e causa di morte, come lo sono state e lo sono tante volte.Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall’altra parte”.
Ecco qui sotto un video di Claudio Magris. L’ex professore spiega cosa succede nella vita di uno scrittore.
Si entra nell’officina dello scrittore.
Molto spesso non si sa bene cosa si vuole veramente scrivere. All’inizio, che poi diventerà un libro, c’è come una musica di basso continuo.
C’è qualche figura che viene in mente. Qualche sentimento insistente. Gioia, sgomento, malinconia. Sappiamo benissimo che questo momento germinale delle volte continua delle altre volte si perde per strada.