Nuovo governo vuol dire anche uovo ministro dell’Istruzione. Nuovo ministro dell’istruzione vuol dire nuove speranze per il mondo della scuola e l’università, soprattutto per tutti gli insegnanti precari ancora alla ricerca di una stabilità.
In questo senso si aspettano le decisioni del nuovo Ministro, Maria Chiara Carrozza, in merito al tema caldo dei TFA speciali, corsi di abilitazione destinati a docenti che possono vantare 3 anni di servizio, per i quali non è previsto test di accesso e tirocinio in itinere.
Va ricordato infatti che ad oggi il testo è ancora bloccato alla Corte dei Conti. Si parla di modifiche ai decreti finora conosciuti come i TFA speciali, che essendo ancora alla Corte dei Conti possono ancora subire modifiche.
Nel frattempo chi di dovere fa sentire la propria voce per cercare di tutelare i diritti dei lavratori e delle categorie. L’Associazione ADi chiede il ritiro del testo, mentre il FLI spinge per la modifica dei requisiti, con l’inclusione dell’anno in corso e la revisione della prova di ingresso che, così come prospettata, potrebbe risultare penalizzante per il voto finale.
L’Associazione ADi insiste affinchè il nuovo Ministro fermi la procedura di attivazione dei TFA speciali. Il motivo? Secondo l’Associazione si tratta di un vero e proprio “condono”, considerato che non prevede una selezione in ingresso, ma si basa sull’esperienza di servizio maturata per 3 anni, tra l’a.s. 1999/2000 e il 2011/12 nelle scuole statali, paritarie o nei centri di formazione professionali (per questi ultimi dall’a.s. 2008/09).

Il TFA speciale piace invece al FLI, che auspica l’inclusione dell’anno in corso tra i requisiti e un diverso peso del test, che rischia di penalizzare in maniera eccessiva i partecipanti.
Gentile Ministro, insegno da 10 anni in A069. Quando uscirà il tfa speciale o concorso in tale classe?
Gentile Ministro,
di fronte a tutte le pressioni delle varie parti interessate ai TFA SPECIALI le chiedo di pensare non agli interessi personali di chi pretende di ottenere una abilitazione per diritto di anzianità, ma al bene della cultura e del sistema scolastico italiano.
Solo su tale base si può decidere cosa sia giusto fare e cosa non giusto.
Aprire le porte della abilitazione a chiunque rischia di trasformarsi in una “sanatoria dell’incompetenza”, ingiusta e lesiva dei principi del buon insegnamento.
Solo i TFA ORDINARI ad accesso limitato (da ricalibrare dal punto di vista dei punteggi aggiuntivi di anzianità) possono assicurare la qualità del sistema di abilitazione.
TFA ORDINARI e CONCORSI PUBBLICI sono gli unici strumenti logici e democratici per salvare la cultura in Italia.
Gentile Ministro, rispondo all’osservazione del collega sul tfa speciale che, nonostante i miei 10 anni di esperienza sono disposta a sottopormi anche alle prove preselettive del tfa ordinario purché sia attivato nella mia classe di concorso A069.
Grazie
Cordiali saluti