Il presidente del Consiglio Letta ha illustrato oggi alla Camera le linee programmatiche del governo. Alla Camera il voto di fiducia comincerà alle 20.
I ministri parlamentari non avranno più lo stipendio da ministro in aggiunta agli emolumenti come eletti. “Dobbiamo recuperare decenza, sobrietà, scrupolo, senso del dovere e la banalità della gestione del buon padre di famiglia”. E “ognuno – scandisce – deve fare la sua parte”. “Il nuovo impegno della politica diventi il canto del cigno”. Serve “una ricostruzione” che deve partire dalla “autocritica”. Poi un “impegno”: “Quella dello scorso febbraio è stata l’ultima consultazione con la legge elettorale vigente”.
La situazione dell’Italia è “ancora grave, il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stata la premessa della crescita”. Lo afferma il premier Letta nel suo discorso alle Camere aggiungendo che “senza crescita e coesione l’Italia è perduta, ma il Paese può farcela”. Poi ribadisce la scelta europea e europeista. Letta domani sarà a Berlino dalla Merkel. Giovedì vedrà a Bruxelles il presidente della Commissione Ue Barroso Letta annuncia lo stop al pagamento dell’Imu a giugno per permettere al Parlamento di attuare una “riforma complessiva” del sistema delle imposte.

“Nelle sedi europee individueremo le strategie per arrivare alla crescita senza compromettere il risanamento della finanza pubblica”. Lo assicura il premier Letta. “Di solo risanamento – afferma – l’Italia muore”. Tra gli obiettivi indicati, quello di arrivare ad una “rinuncia dell’inasprimento dell’Iva”. E l’estensione degli ammortizzatori sociali a partire dai precari. La “priorità è il lavoro” per bloccare l’incubo dell’impoverimento. Inoltre si pensa a “forme di reddito minimo per le famiglie bisognose” e a una “riduzione del costo del lavoro”. Poi: “Meno tasse sul lavoro stabile e sui giovani neoassunti”.