Tfa speciali: dubbi, domande e ricorsi dei docenti

Oggi 17 aprile 2013 torniamo a parlare di TFA e in particolare dei dubbi e delle domande di tantissimi docenti sparsi in tutta Italia.Vogliamo dar voce proprio a chi è in difficoltà e vuole qualche chiarimento o suggerimento.

Il primo caso che spunta è quello di Ermy che chiede “Insegno alla primaria da 10 anni,sono abilitata da concorso ordinario ,non ho la laurea,vorrei conseguie l’abilitazione al sostegno (ho fatto sostegno per 3 anni se non di più)..questi tfa speciali possono farmi abilitare o no?sono giorni che cerco i sindacalisti per sapere ciò ma non riesco a beccarli mai liberi!sapete rispondermi? grazie”.

Salvo risponde alla collega così “Il sostegno non è una abilitazione ma una specializzazione. Non è previsto almeno al momento nei TFA Non credo sia un problema di ricorso”.


“si ricorre contro qualcosa che esiste non per chiedere l’attivazione di qualcosa. Sono d’accordo che occorre attivare corsi di specializzazione per il sostegno ma al momento non c’è nulla. C’era qualcosa nel concorso e lì si poteva, si, ricorrere poichè consentiva l’accesso al sostegno solo a chi superava le prove nelle cdc ordinarie e non sostenendo un apposito esame.

Se ne deduce che le cdc non contemplate nel concorso non solo sono danneggiate ma sono anche escluse dal concorrere per il sostegno”.

“Si può provare però a chiedere ai sindacati di far muovere chi di dovere. O scrivere direttamente a chi di dovere”.

“Credi che sia possibile? Non si muovono neanche per cause molto più “concrete” come le varie ingiustizie che vediamo tutti i giorni dalle abilitazioni al concorso alle riforme ed ai tagli che subiamo tutti i giorni. Dovrebbero muoversi per chiedere nuovi corsi per il

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sostegno?”.

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2 commenti su “Tfa speciali: dubbi, domande e ricorsi dei docenti”

  1. APPELLO DEI DOCENTI UNIVERSITARI (attualmente 753)
    PER FERMARE IL TFA SPECIALE

    Esprimiamo il nostro forte disappunto per la recente approvazione, per di più a Camere sciolte, della modifica al D.M. n. 249 del 10 settembre 2010 con cui si dà avvio al cosiddetto TFA speciale o riservato. Le nostre perplessità sono dettate dalle seguenti considerazioni:

    Il TFA ordinario è un percorso a numero programmato, che prevede una rigida selezione in entrata. Le università hanno fatto un grande sforzo per selezionare i candidati da avviare al percorso abilitante, nell’interesse della scuola italiana e degli studenti che meritano docenti dalla comprovata preparazione. Questo sforzo sarebbe totalmente vanificato dall’attivazione di un percorso riservato che, secondo i calcoli del Ministero, coinvolgerebbe ben 57.000 docenti, disattendendo il principio del fabbisogno che aveva ispirato l’istituzione del TFA ordinario.

    Il TFA speciale, basato sulla totale assenza di programmazione degli accessi, causerebbe la completa saturazione del sistema delle abilitazioni con conseguente blocco dei prossimi cicli del TFA ordinario e del regolare regime della formazione iniziale, mortificando così le aspirazioni dei futuri laureati e la volontà di svecchiamento del sistema scolastico italiano.

    L’avvio del percorso riservato comporterebbe per le università problemi logistici e organizzativi non indifferenti, superiori a quelli che attualmente gli atenei si trovano fronteggiare nella gestione del TFA ordinario.

    La mera anzianità di servizio, unico requisito per accedere al percorso riservato, non costituisce, di per sé, una garanzia di competenza e preparazione. Non risulterebbe pertanto equo che docenti che abbiano evitato o non superato la verifica delle conoscenze disciplinari possano superare nelle graduatorie d’istituto i vincitori di una selezione per merito. Il TFA ordinario, inoltre, premia già l’anzianità di servizio in termini sia di punteggio d’accesso, sia di sconti sul tirocinio. Non si comprendono, dunque, la necessità e l’urgenza di una siffatta deroga alla legge.

    Le università italiane, che negli scorsi mesi sono state chiamate ad organizzare una rigorosa selezione, in quanto centri di sapere e di promozione del merito, non possono prestare il fianco ad un provvedimento che, a nostro parere, tradisce gli stessi principi su cui la selezione si è fondata e i diritti di chi ha seguito le regole sottoponendosi ad un regolare concorso.

    Per queste ragioni, auspichiamo che il Ministro Profumo si astenga dal firmare la modifica al decreto, a Camere sciolte e a fine legislatura, e voglia rimettere la questione al suo successore.

    Per sottoscrivere la petizione consultare il sito “adiscuola.it” o su “firmiamo.it”.

  2. Salve a tutti, ho un diploma di scuola magistrale conseguito prima del 1999, lavoro da otto anni nella scuola dell’infanzia paritaria con qualche supplenza nella statale ed ho circa 1000 giorni di servizio prestato.

    PERCHE’ NON E’ STATO ATTIVATO ANCHE PER QUELLI COME ME IL TFA ORDINARIO?

    PERCHE’ VI “BRUCIA” SAPERE CHE DOPO TANTI ANNI DI SACRIFICI CI SI POSSA ABILITARE PER ESSERE INSERITI NELLA SECONDA FASCIA?

    MA VOI, DOPO IL DIPLOMA, QUANTI ANNI DI “SACRIFICIO” AVETE FATTO? IO OTTO.

    E non stiamo parlando di “cattedra” ma solo di essere inseriti nella seconda fascia.

    QUINDI STATE CALMI.

    SALUTI
    NICOLA

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