Elezione del presidente della repubblica: domani le votazioni

Il settennato del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, termina domani. Ecco le regole per l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale. Le votazioni inizieranno giovedì 18 aprile. Il capo dello Stato, secondo quanto previsto dalla Costituzione, è eletto dal Parlamento in seduta comune.


Alla elezione, oltre ai componenti di Senato e Camera dei Deputati, partecipano 58 delegati delle Regioni. Ciascuna esprime tre rappresentanti, fatta eccezione per la Valle d’Aosta, che ha diritto alla nomina di un solo delegato. Il plenum è composto da 1007 elettori.

Una elezione che riporta indietro al 1946, quando in giugno nacque la Repubblica e si insedia l’assemblea costituente. Enrico De Nicola fu il primo presidente. Ma il suo mandato dirò solo 4 mesi. Poi tanti sono stati negli anni gli inquilini del Quirinale. Celebri le lacrime di Pertini per il sisma in Irpinia, così come le picconate di Cossiga e il “Io non ci sto” di Scalfar, per ricordare i più recenti. Fino a Napolitano, quelli che motìlti hanno definito un comunista al Colle, ma in grado di incarnare una figura super partes rispettata da tutte le parti.
Elezione del presidente della repubblica: domani le votazioni
“Vi auguro di tutto cuore di riuscire a dare nuovi apporti al superamento degli aspetti tuttora critici del funzionamento della giustizia” scrive il Presidente della Repubblica, Napolitano, nella sua lettera di commiato al Csm, in vista della scadenza del suo mandato (Presidente della Repubblica presiede il Csm, ndr). Napolitano ha espresso “vivo apprezzamento per “lo svolgimento di delicate funzioni di valutazione, decisione e proposta” da parte del Csm. “In questi anni abbiamo sempre sentito il Presidente Napolitano vicino e attento ai problemi della magistratura e dell’organo di autogoverno” ringrazia il vicepresidente del Csm, Vietti.