Torniamo a parlare di TFA. Voci di corridoio hanno fatto sapere che forse sarebbe in programma un prossimo Tfa. Questo – sempre secondo notizie non ufficiali – partirebbe il prossimo maggio.
Stiamo parlando eventualmente di quello speciale, in quanto per l’ordinario bisognerà aspettare un pò di tempo.
Il TFA è organizzato per un triennio. Quindi è molto probabile che ci sarà nel 2013 e nel 2014.
Dopo il 2014 dovrebbe entrare in vigore il nuovo ordinamento che consente allo studente di conseguire la laurea magistrale optando per il percorso da insegnante.
Ma ora cerchiamo di capire chi sono i soggetti che possono partecipare ai percorsi formativi abilitanti speciali.
Sono tutti i docenti non di ruolo, compresi gli insegnanti tecnico pratici, in possesso dei titoli di studio previsti dal D.M. n.39/1998 e dal D.M. n.22/2005.
Questi ultimi devono aver maturato, a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio in scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale, limitatamente ai corsi accreditati per l’assolvimento dell’obbligo scolastico.

APPELLO DEI DOCENTI UNIVERSITARI (attualmente 753)
PER FERMARE IL TFA SPECIALE
Esprimiamo il nostro forte disappunto per la recente approvazione, per di più a Camere sciolte, della modifica al D.M. n. 249 del 10 settembre 2010 con cui si dà avvio al cosiddetto TFA speciale o riservato. Le nostre perplessità sono dettate dalle seguenti considerazioni:
Il TFA ordinario è un percorso a numero programmato, che prevede una rigida selezione in entrata. Le università hanno fatto un grande sforzo per selezionare i candidati da avviare al percorso abilitante, nell’interesse della scuola italiana e degli studenti che meritano docenti dalla comprovata preparazione. Questo sforzo sarebbe totalmente vanificato dall’attivazione di un percorso riservato che, secondo i calcoli del Ministero, coinvolgerebbe ben 57.000 docenti, disattendendo il principio del fabbisogno che aveva ispirato l’istituzione del TFA ordinario.
Il TFA speciale, basato sulla totale assenza di programmazione degli accessi, causerebbe la completa saturazione del sistema delle abilitazioni con conseguente blocco dei prossimi cicli del TFA ordinario e del regolare regime della formazione iniziale, mortificando così le aspirazioni dei futuri laureati e la volontà di svecchiamento del sistema scolastico italiano.
L’avvio del percorso riservato comporterebbe per le università problemi logistici e organizzativi non indifferenti, superiori a quelli che attualmente gli atenei si trovano fronteggiare nella gestione del TFA ordinario.
La mera anzianità di servizio, unico requisito per accedere al percorso riservato, non costituisce, di per sé, una garanzia di competenza e preparazione. Non risulterebbe pertanto equo che docenti che abbiano evitato o non superato la verifica delle conoscenze disciplinari possano superare nelle graduatorie d’istituto i vincitori di una selezione per merito. Il TFA ordinario, inoltre, premia già l’anzianità di servizio in termini sia di punteggio d’accesso, sia di sconti sul tirocinio. Non si comprendono, dunque, la necessità e l’urgenza di una siffatta deroga alla legge.
Le università italiane, che negli scorsi mesi sono state chiamate ad organizzare una rigorosa selezione, in quanto centri di sapere e di promozione del merito, non possono prestare il fianco ad un provvedimento che, a nostro parere, tradisce gli stessi principi su cui la selezione si è fondata e i diritti di chi ha seguito le regole sottoponendosi ad un regolare concorso.
Per queste ragioni, auspichiamo che il Ministro Profumo si astenga dal firmare la modifica al decreto, a Camere sciolte e a fine legislatura, e voglia rimettere la questione al suo successore.
Per sottoscrivere la petizione consultare il sito dell’ ADI Associazione Docenti Italiani.
Il link della petizione si trova nella colonna a sinistra della pagina iniziale.
Ma andate a … quel paese!
Cialtroni…che pensate al vostro “orticello” (per vendere corsi ssis e simili).
Qui stiamo parlando di “persone” (e non di oggetti o animali)che hanno famiglia sulle spalle. Professionisti con anni di servizio riconosciuti (e sfruttati) dallo Stato.
Qual’è il merito, invece, di tanti vostri baroni che dirigono le Università(e non solo) piazzati dalla politica, e che hanno sistemato tutti i loro famigliari?
Basta con queste bassezze!
ma le insegnanti che lavorano di ruolo in una scuola paritaria??? non mi sembra giusto che si venga considerate al pari delle insegnanti di ruolo dello statale…. non possiamo partecipare perché abbiamo un posto fisso dalle suore? non ho ben capito…!
Lo Stato Italiano per ben 13 anni mi ha ritenuto idoneo all’Insegnamento, quindi come ITP ho promesso,rimandato,bocciato.Adesso lo Stato mi vuole costringere a mettere delle “crocette” su un foglio e non mi vuole valutare in relazione al programma della materia che Insegno.Questo è,per Me, assurdo ed estremamente ingiusto.Per quale motivo non si possono attivare le vecchie Abilitazioni specifiche per materie?
Ritengo sia inutile e vigliacca la tesi di chi cerca di impietosire l’opinione pubblica parlando di “professionalità guadagnata sul campo” o di “professionisti che hanno famiglia sulle spalle… sfruttati dallo Stato”.
Vi ricordo che non per merito siete stati convocati per lavorare come supplenti a scuola, ma solo per una posizione in una graduatoria di terza fascia basata su molti fattori, ma non certo sul merito.
E direi che potete solo che ringraziare lo Stato per avervi dato una possibilita di lavoro.
E se siete stati dei bravi docenti, questo non vuol dire che possiate ora rivendicare una cattedra.
Vuol dire solo che AVETE FATTO IL VOSTRO LAVORO (TRA L’ALTRO ANCHE BEN REMUNERATO)!
E’ inutile rivendicare sempre i propri interessi personali.
SIAMO DOCENTI E PER QUESTO DOBBIAMO CAPIRE CHE L’UNICO ARGOMENTO VALIDO PER IL BENE COMUNE DEVE ESSERE LA QUALITA’ DELL’INSEGNAMENTO.
ORA, COME POSSIAMO DIMOSTRARLA IN MANIERA OGGETTIVA?
SOLO ATTRAVERSO UNA GIUSTA SELEZIONE BASATA SULLA CONOSCENZA DELLA PROPRIA MATERIA.
IL RESTO, CIOE’ “COME INSEGNARE” SPETTA PROPRIAMENTE AI TFA, PERCORSI CHE SI DEVONO OCCUPARE SOLO DI QUESTO E DI CERTIFICARLO.
PER ESSERE MERITEVOLI DI ACCEDERE AI TFA SPECIALI NON POSSONO BASTARE I 3 ANNI DI SERVIZIO.
I TFA SPECIALI AD ACCESSO LIBERO NON POSSONO PERTANTO GARANTIRE LA SELEZIONE DEI MERITEVOLI.
LA PROFESSIONALITA’ che andiamo sbandierando è solo un mero accumulo di punteggio dovuto ad un servizio prestato o E’ QUALCOSA DI PIU’ NOBILE, magari basato su una selezione certificata?
Ricordatevi che il lavoro di DOCENTE è molto più che un lavoro… è una MISSIONE EDUCATIVA E MERITA LA PIU’ALTA PROFESSIONALITA’ E RESPONSABILITA’.
SIAMO AD UN PUNTO IN CUI I TFA, SE BEN FORMULATI COME I TFA ORDINARI, POSSONO FINALMENTE FARE LA DIFFERENZA E RIFORMARE LA QUALITA’ DELL’INSEGNAMENTO.
NON PERMETTIAMO CHE I TFA SPECIALI VENGANO USATI COME UNA SANATORIA DELL’INCOMPETENZA.
Sono pienamente d’accordo con giaco80 e col docente universitario.
Finalmente qualcuno che parla di MISSIONE EDUCATIVA E NOBILTA’ DELL’ INSEGNAMENTO!
HO APPENA FIRMATO LA PETIZIONE PER FERMARE I TFA SPECIALI: SUL SITO “ADISCUOLA.IT” ESISTE UNA PETIZIONE APERTA A TUTTI E PURE SU “FIRMIAMO.IT”.
(le trovate facilmente cercando su GOOGLE “petizione contro i tfa speciali”)
INVITO VOI TUTTI A FIRMARE. NON CI SONO PERICOLI DI PRIVACY. E’ IL MOMENTO DI FARCI SENTIRE PER INTERROMPERE QUESTO “SACRIFICIO DELLA CULTURA E DEL BUON INSEGNAMENTO!”