Infertilità: lo stress tra le cause

Lo stress ha ripercussioni negative sulla salute riproduttiva delle donne e, in alcuni casi, può ridurre i successi dei trattamenti per l’infertilità.


Una coppia su quattro, in cura presso un centro di PMA, abbandona la terapia proprio a causa dell’incapacità di gestire il livello di stress ad essa correlato

Nella letteratura scientifica vi è oggi un generale consenso nel ritenere che l’infertilità e i trattamenti a cui sono sottoposte le pazienti, soprattutto la PMA, siano associati ad un aumento dei livelli di ansia e depressione. Nonostante le tecniche di Riproduzione Assistita siano utilizzate con successo da circa 35 anni ed attualmente, nel mondo, ne vengano effettuati ogni anno centinaia di migliaia di cicli, ancora poco è stato studiato sui possibili meccanismi d’azione biologici dello stress sulla fertilità della donna e, al contempo, sui riflessi che lo stress psicologico ha nelle pazienti che si sottopongono a queste tecniche.

Questi alcuni degli spunti affrontati oggi a Roma nel corso del Convegno “Infertilità da stress – Stress da infertilità”, organizzato dalla Dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, ginecologa specialista in medicina della riproduzione. L’incontro ha voluto far chiarezza sulle numerose incertezze e i frequenti luoghi comuni sulla correlazione tra il male tipico della società di oggi, lo stress, e la salute riproduttiva della donna.
Infertilità: lo stress tra le cause
A fornire un quadro dal quale emergono le sfide psicologiche a cui sono sottoposte le donne, e a fornire agli esperti una maggiore comprensione dei fattori impattanti sulla qualità di vita delle pazienti e sugli esiti dei trattamenti stessi, è ora uno studio pan europeo (Domar et al. Hum. Reprod. 2012) condotto in collaborazione, tra gli altri, con la Harvard Medical School di Boston IVF, USA.