A due ore dall’evento di piazza San Giovanni oggi a Roma sul canale YouTube la Cosa di Beppe Grillo che segue in diretta streaming lo Tsunami Tour di oggi 22 febbraio 2013 ci sono quasi centomila persone online. Chissà cosa succederà alle ore 21, quando Beppe Grillo inizierà il suo appello finale agli italiani per consentire al Movimento 5 Stelle di conquistare più voti possibili alle elezioni politiche di domenica e lunedì 24 e 25.
Potete seguire la diretta streaming dell’evento scorrendo la pagina in fondo all’articolo e cliccando il tasto play sul box YouTube. Intanto è polemica a Roma per ciò che sta succedendo vicino al palco da dove parlerà il leader del Movimento 5 Stelle Grillo.
Il palco è infatti vietato ai media italiani. Non hanno gradito la decisione i giornalisti che aspettavano l’accredito per il backstage del palco: l’ingresso è consentito unicamente ai network stranieri con l’eccezione di Skytg24. “Non avremo personaggi famosi nè gruppi musicali. Parleremo solo di contenuti” precisa M5S.

Grillo? “Un istrione straordinario che ha fatto l’attore per tutta la sua vita”, “non manderà a casa nessun politico” e il suo risultato “sarà issare Bersani e Vendola a Palazzo Chigi” dice Berlusconi in un videomessaggio di chiusura della campagna elettorale del PdL, a cui non era presente per una congiuntivite. “L’80% dei candidati delle liste di Grillo appartiene all’estrema sinistra”. “C’è pastetta”. Poi rivolge un invito ai moderati a non “buttare” i loro voti, perché “Monti non raggiungerà il 10%”. Quanto all’Imu, “se al primo Cdm non sarà deliberata” la restituzione. “I cittadini potranno rivolgersi ai giudici e far pagare me”.
Bersani su Grillo: “Non si può accettare un uomo solo al comando. Né in un Paese né in un partito”. Con i grillini “sono pronto a discutere di tutto” ma non “di democrazia”. Presente nel teatro romano anche il regista Nanni Moretti che ironizza: “Sono qui nonostante lo spot ‘smacchiamo il giaguaro'”.
Per la prima volta in tanti anni vedendo la piazza piena di gente unita mi sento fiera di essere italiana