Fine calendario Maya: chi l’ha detto che non è successo niente

Il calendario Maya è finito, il mondo no. Il 21 dicembre è passato, e paradossalmente è stato un giorno più tranquillo, mediamente, degli altri. Nel senso che in giro per il mondo non si sono registrati eventi drammatici, che anche se non correlati alla Profezia Maya, potevano in qualche modo creare allarme.


Niente terremoti, niente uragani, niente di niente. Scongiurato anche il rischio di psicosi collettiva, di suicidi di massa, di atti di terrorismo, di eventi dimostrativi. La popolazione mondiale ha mostrato, dobbiamo dirlo, una maturità media davvero notevole. Ci si è mostrati tutti superiori al bombardamento mediatico e pseudo scientifico degli ultimi anni e degli ultimi mesi.

Certo qualcuno un po’ più credulone è stato in ansia e molti, moltissimi hanno cercato informazioni e rassicurazioni in rete. Cintura fotonica, tre giorni di buio, blackout totale, tempeste solari, allineamento di pianeti, inversione dei poli, asteroidi in arrivo, terremoti, tsunami, sbarco di extraterrestri. Le ipotesi erano tra le più disparate, ce n’era per tutti i gusti.

Alla fine, come era ampiamente prevedibile, non è successo nulla di nulla. Anzi addirittura è stata registrata una attività solare mediamente più bassa del solito. Alla fine è stata un’opera di esorcismo collettivo della paura: nel senso che abbiamo potuto giocare un po’ tutti con un incubo terribile come quello di una sciagura mondiale, parlandone e discutendone come fosse un fatto reale e possibile, ma sapendo in fondo in fondo che tanto alla fine non sarebbe accaduto nulla.

Ma siamo sicuri che non sia accaduto davvero nulla? Una delle ipotesi paventate da alcuni esperti meno catastrofisti era quella dell’entrata del nostro Pianeta in una nuova era. Un fenomeno ovviamente non visibile a occhio nudo, un fenomeno che, se reale, mostrerà i suoi effetti solo nel tempo e molto lentamente.
Fine calendario Maya: chi l'ha detto che non è successo niente
Ecco, in questo possiamo continuare a credere, con il risultato magari di guadagnarci un ottimismo intimo e privato, che alla fine moltiplicato per qualche miliardo di persone potrebbe avere davvero un effetto benefico per tutta la popolazione mondiale. Se il Calendario Maya diceva questo, se serviva a instillare pace e serenità nel mondo, l’obiettivo è stato certamente centrato.

Se dopo la paura per la fine del Mondo, un sentimento anche minimo di scampato pericolo inizia a serpeggiare su tutto il globo terracqueo, magari facendoci apprezzare di più tutto ciò che abbiamo, non potremo che giovarne. Insomma magari il 21 dicembre non è finito il mondo, ma forse è finito un certo tipo di mondo. E magari ne è iniziato uno migliore. Crederci non costa nulla.