Scompenso cardiaco: come migliorare aspettativa, durata e qualità della viita

Si può migliorare la qualità, l’aspettativa e la durata di vita di un paziente che ha uno scompenso cardiaco? E’ sufficiente l’utilizzo dei farmaci o è necessario l’aiuto della tecnologia?
La risposta a queste domande non può prescindere da un’attenta analisi tesa alla razionalizzazione e all’efficienza del servizio sanitario, che tenga conto della correlazione tra i costi dell’intervento e i suoi benefici, in un costante rapporto con la ricerca nel campo della scienza medica.


Fino all’interrogativo più importante: può davvero la Sanità migliorare la qualità di vita dei cittadini, riducendo al contempo il numero dei ricoveri in ospedale?

Un problema, certamente complesso, al quale cercheranno di trovare risposte semplici tra gli altri Paolo Monferino, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte; Claudio Zanon, Direttore Generale ARESS Piemonte; Michele Senni, Responsabile Unità di Medicina Cardiovascolare Ospedali Riuniti di Bergamo; Fiorenzo Gaita Direttore Cardiologia 1 Università degli Studi di Torino A.O.
Scompenso cardiaco: come migliorare aspettativa, durata e qualità della viita
Città della Salute e della Scienza di Torino; Sebastiano Marra Direttore Cardiologia 2 A.O. Città della Salute e della Scienza di Torino; Mauro Rinaldi, Direttore Cardiochirurgia Università degli Studi di Torino, A.O. Città della Salute e della Scienza di Torino e Paola Boscolo, Università Bocconi Dipartimento Analisi delle Politiche e Management Pubblico.