Lo sciopero di domani 16 novembre è stato rinviato, e per i viaggiatori e lavoratori è stato scongiurato il rischio di un giorno di paralisi di mezzi e trasporti pubblici che rallentano inevitabilmente spostamenti e provocano il rischio di annullare importanti impegni di lavoro.
Negli ultimi tempi, anche per fronteggiare il rischio di avere a che fare con questi disagi, ha preso piede il fenomeno del carpooling, ottima soluzione per risolvere i problemi legati alle giornate in cui ci sono scioperi e disagi.
Ecco un report sul carpooling che spiega situazione in Italia:
Wikipedia definisce così il concetto di “Mobilità Sostenibile”: L’espressione mobilità sostenibile indica modalità di spostamento (e in generale, un sistema di mobilità urbana) in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati.
Il Carpooling, che tradotto in italiano significa “auto di gruppo”, è uno degli strumenti in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione dell’impatto ambientale, sociale ed economico causato dai veicoli privati.
Negli Stati Uniti, così come in molti stati europei, l’auto di gruppo rappresenta ormai una valida alternativa di trasporto con un pubblico che supera abbondantemente il milione di utenti per singolo stato. In Italia, vuoi per mentalità o per scarso interesse da parte degli enti pubblici, i numeri sono decisamente inferiori e solo da alcuni anni hanno fatto la loro comparsa le prime piattaforme web dedicate.
Il Carpooling è un servizio generalmente fornito on-line, attraverso siti web in grado di generare un incontro tra domanda ed offerta di passaggi in auto. Gli utenti iscritti possono cercare passeggeri inserendo un annuncio gratuito specificando il tragitto percorso. Lo stesso vale per un viaggiatore in cerca di passaggio che potrà inserire la sua richiesta o accettare un’offerta pubblicata da un altro utente.
I vantaggi si traducono principalmente in un risparmio economico, che tal volta raggiungono l’80% del costo complessivo, e in una riduzione delle emissioni inquinanti. Per fornire un esempio possiamo stimare che un pendolare, che percorre mediamente 20 km per raggiungere la propria sede di lavoro, ottiene un risparmio annuo compreso tra i 900 ed i 1350 euro all’anno. Oltre al risparmio economico si otterrebbe anche una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 1560Kg per ogni passeggero trasportato.
A questo punto c’è da chiedersi: perché in Italia il Carpooling non si è ancora diffuso come negli altri paesi europei? Gerard Albertengo, fondatore di Bringme Social Carpooling, spiega così il ritardo italiano:
Da quando è stato lanciato il nostro servizio on-line, abbiamo riscontrato un forte interessamento da parte degli utenti che per la prima volta scoprivano l’utilità del carpooling. Purtroppo non possiamo dire lo stesso delle risposte ottenute dalle amministrazioni pubbliche. Ad eccezione di quanto attuato da alcuni Comuni virtuosi, riscontriamo uno scarso interesse da parte degli organi istituzionali.

Alcune province e regioni hanno dato vita a servizi di carpooling indipendenti e territorialmente limitati. Tali pregevoli iniziative hanno contribuito alla diffusione del servizio ma riscontrano notevoli difficoltà nel raggiungere la cosiddetta “massa critica”. Il Carpooling, per essere di reale utilità, necessita di un elevato numero di utenti che pubblicano altrettante offerte e richieste di passaggi in auto. Grazie al nostro portale, che ad oggi conta oltre 6700 viaggi in partenza, possiamo offrire agli enti pubblici la base sulla quale sviluppare piattaforme territorialmente limitate, superando agevolmente l’ostacolo della massa critica.
Buongiorno,
la ringraziamo per il suo contributo alla diffusione del carpooling in Italia.
Saluti
Staff di Bringme Social Carpooling