Polemiche, malumori ma anche tanti applausi al Governo per il riordino delle nuove province che dà un taglio netto a istituzione ritenute da diversi anni un costo inutile per lo Stato e per i cittadini.
Le nuove province sono state finalmente approvato dal Consiglio dei ministri con un decreto di riordino. Un provvedimento atteso da diversi anni ma che non era stato ancora mai concretizzato.
Stando al testo realizzato all’interno del provvedimento, ci sarà adesso il taglio di 34 Province. Adesso le province diventeranno da 86 solo 51. Deciso anche il sì per le tanto attese Città metropolitane.
Il ministro della Funzione Pubblica, Patroni Griffi: “Il processo è irreversibile”. Si tratta di un provvedimento “di tipo ordinamentale e strutturale nella logica avviata con la spending review”. Ma ci vorrà ancora tempo, perchè il sistema, secondo il ministro, sarà pienamente operativo nel 2014: nel novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere i nuovi organismi. “Dal primo gennaio” 2013 via le giunte. Delle Province delle Regioni a statuto speciale “ci occuperemo in seguito”.
Come detto accanto a tanti malumori ci sono anche plausi per una iniziativa che sembra responsabile. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: “La perimetrazione approvata oggi dal Consiglio dei ministri ha un senso perchè si raccorda con la legislazione regionale sulle aree vaste, con i tanti studi effettuati e con le numerose iniziative di governance promosse dalla stesse Province”.
La Lombardia passa a sette province: Milano-Monza-Brianza; Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Pavia.
Prima erano cinque le province del Lazio, ora si passa a due più la città metropolitana di Roma. Rieti, Latina e Viterbo non superano i paletti fissati dall’esecutivo (350mila abitanti e 2500 kmq) ed è così che vengono accorpate Rieti e Viterbo, Frosinone e Latina.
Ecco tutte le altre regioni con le relative organizzazioni, ricordando che ci sono le regioni a statuto speciale come la Sicilia che non rientrano nel riordino delle province.
Piemonte: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli.
Liguria: Imperia-Savona, Genova, La Spezia.
Veneto: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia.
Emilia Romagna: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini.
Marche: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno.
Umbria: Perugia-Terni.
Abruzzo: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti.

Molise: Campobasso-Isernia.
Campania: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno.
Basilicata: Potenza-Matera.
Calabria: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.
Chiudiamo con la Puglia: Brindisi-Taranto e Foggia-Bat saranno le nuove Province. La Regione sarà suddivisa in 4 enti territoriali: le province di Foggia-Bat, Brindisi-Taranto e Lecce e la Città metropolitana di Bari.