Proseguono i disagi con lo sciopero dei treni che andrà avanti domani 13 ottobre e proseguirà anche domenica 14. Lo sciopero riguarderà i treni.
Si tratta di una agitazione provocata da una protesta indetta da USB Lavoro Privato e Macchinisti Uniti (Or.S.A. Settore Macchina). Il dissenso è nei confronti della sottoscrizione e applicazione del “CCNL della Mobilità/Area Contrattuale Attività Ferroviarie”.
Lo sciopero ha avuto il via ieri, giovedì 11 quando c’è stato lo stop di 24 ore del settore cargo. Ma come detto si prosegue, perchè sarà il week end quello che dovrebbe dare più problemi con lo stop del trasporto passeggeri.
Non si potrà contare sui treni dalle 21 di domani, sabato, alle 21 di domenica 14. Le motivazioni della protesta, dicono nella nota congiunta i sindacati – c’è stato un “pesante peggioramento della normativa per il Personale Mobile, esubero e mobilità per tutti gli addetti al settore, chiusura di impianti, smantellamento della cargo; aumento dell’orario di lavoro da 36 a 38 ore settimanali, portabili a 46 nei periodi di massima produzione che, con le ore di dormita fuori residenza per il personale di macchina e viaggiante di fatto arrivano anche a 52 ore settimanali a disposizione dell’impresa; la revisione dell’organizzazione del lavoro, elevazione di tutti i limiti prestazionali, aumento dei turni notturni, riduzione dei riposi giornalieri e settimanali, gli equipaggi di Macchina e di Bordo ad Agente Solo e polifunzionali, in Cargo, resi possibili anche di notte e su tutti i mezzi”.
Liguria: venerdì 12 ottobre dalle ore 13:00 alle ore 21:00 e domenica 14 ottobre dalle ore 9:00 alle ore 17:00.
Veneto, Toscana e Trentino: dalle ore 21.00 di sabato 13 ottobre 2012 alle ore 21.00 di domenica 14 ottobre 2012 e domenica 14 ottobre dalle ore 9:00 alle ore 17:00..
Puglia: dalle 10.00 alle 18.00 di sabato 13 ottobre 2012 e dalle 10.00 alle 18 di domenica 14 ottobre 2012.
Sardegna e Umbria: 14 ottobre 2012, dalle ore 9.00 alle ore 17.00.

I sindacati Orsa e Usb protestano contro il contratto nazionale che a dir loro contiene norme fortemente peggiorative della condizione dei macchinisti con aumento dell’orario medio settimanale, aumento dell’orario di lavoro giornaliero e notturno, riduzione delle ore di riposo settimanale, diminuzione delle ore di riposo giornaliero tra un turno e l’altro e la prospettiva di arrivare alla pensione a non meno di 67 anni.