Imenotteri: punture e choc anafilattico, cosa fare

L’estate è la stagione del rischio imenotteri: insetti come api, vespe, gialloni e calabroni possono essere fastidiosi ma anche molto pericolosi. Ecco perchè è nata la Fondazione Maugeri che d’estate dà assistenza a chi avesse problemi con le punture di insetti con un ambulatorio specializzato.

Dove si trovano gli imenottero? Solitamente in luoghi soleggiati e asciutti, ma spesso si annidano anche in grondaie, dei muri, tetti e vicino alla vegetazione. Il rischio più grande è quello di venire punti e di scoprire poi di essere allergici al loro veleno, rischiando così uno choc anafilattico.


La dottoressa Gianna Moscato, direttrice del Servizio Autonomo di Allergologia e Immunologia Clinica della ‘Maugeri’, spiega il pericolo:“Un soggetto che dopo una puntura manifesta una reazione mai avuta in precedenza deve andare subito al Pronto Soccorso soprattutto in presenza di sintomi gravi e generalizzati come difficoltà a respirare, senso di mancamento e dolori in zona epigastrica; se invece manifesta una reazione locale estesa deve recarsi dal medico curante che lo indirizzerà a un centro specializzato”.

Se sapete di essere allergici al veleno degli imenotteri, la raccomandazione è quella di avere al seguito un composto a base di adrenalina per autosomministrazione.

La cosa migliore per evitare di essere punti è anche cercare di vestire con colori chiari, evitare di camminare scalzi in campagna e di fare attenzione quando si viaggia in moto o in auto.

Come riconoscere gli imenotteri? La maggior parte possiede un corpo allungato e un capo separato. Molte specie assumono tonalità scure che variano dal bruno al nero, al contrario alcune specie possono presentare colori appariscenti, la livrea spesso è composta da fasce alternate gialle e nere. L’apparato boccale può essere di tipo lambente-succhiante, masticatore -lambente, e nelle specie più primitive è di tipo masticatore, le mandibole, caratteristiche di quest’ultimo apparato talora sono ridotte e svolgono funzioni di manipolazione di materiali e costruzione nidi.

La reazione più importante e temibile alla puntura di un imenottero è lo shock anafilattico. In questo caso è necessario un intervento urgente e il soggetto va portato, il più presto possibile, in Pronto Soccorso e la terapia verrà decisa dal medico in base a valutazioni che tengano conto della gravità della situazione. E’ utile dare informazioni riguardanti:

l’ora in cui il soggetto è stato punto in quanto le complicazioni gravi si verificano per lo più la prima ora dopo la puntura (comunque entro 4-6 ore dall’incidente)
il numero di insetti che hanno punto il soggettoImenotteri: punture e choc anafilattico, cosa fare
le sedi di puntura
la situazione allergica del soggetto se conosciuta (la reazione infatti può presentarsi sia in soggetti precedentemente sensibilizzati che su terreno atopico)

1 commento su “Imenotteri: punture e choc anafilattico, cosa fare”

  1. I più pericolosi sono i gialloni: ovvero le vespe asiatiche (o vespe killer) vivevano nelle aree asiatiche (prevalentemente in giappone). Hanno dimensioni notevoli, si nutrono di api e vespe autoctone e sono molto aggressive. Attaccano (anche ripetutamente) già a 10 metri dal loro nido. Se punti da essi NON eliminare il veleno (8 tipi diversi di veleni potentissimi) attraverso la suzione ma lavare con acqua (meglio ancora vino o thè), se possibile prendere un antistaminico e una pomata con cortisone e volare al prontosoccorso. Se si è già stati punti e potete raccontarlo il rischio di uno shock anafilattico aumenta se punti nuovamante. Cercate di non vestirvi di nero durante il giorno e di bianco la notte. Attenzione in moto (casco intagrale e collo ben coperto), in auto finestrini ben chiusi, non lasciate incustodite lattine di bibite. Godetevi l’aria aperta ma sappiate che l’allarme non è per la puntura di ape della nostra europa ma di questa vespa nipponica, per cui non prendete sottogamba questi pericolosissimi imenotteri, grazie globalizzazione!

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