Il pasticciaccio Linkedin è solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di episodi negli ultimi mesi che mettono a nudo la scarsa sicurezza di password e account online. Insomma c’è poco da stare tranquilli, a dispetto delle rassicurazioni che vengono date sull’affidabilità della rete.
Linkedin dal canto suo non ha potuto fare altro che incassare il colpo e ammettere la fallibilità del sistema, messo in crisi da un cracker russo capace di caricare online 6 milioni e mezzo di password rubate agli utenti. Vincente Silvera sul blog di LinkedIn ammette la situazione: “Confermiamo che le parole chiave compromesse corrispondo ai profili di alcuni utenti. Stiamo continuando a investigare, ma abbiamo messo a punto alcuni semplici passaggi per coloro ai quail è stata rubata la password”.
Magra consolazione. Se siete tra i sei milioni di utenti derubati della password, vi accorgerete che la vostra chiave di accesso per entrare nel loro profilo non è più valida. A questo punto riceverete una mail da LinkedIn con le istruzioni da seguire per il reset della password. Poi un’altra mail confermerà l’avvenuto reset. Alla fine avrete un’ultima comunicazione via posta elettronica che vi informerà della situazione e della necessità di resettare la password.
A conferma che è la rete in generale sotto scacco, e non solo Linkedin, arriva la notizia di un altro attacco al popolare sito di dating eHarmony. Questa volta il danno riguarda meno utenti, vittime di fuga di dati personali: si tratta di un elenco di password finito in un forum gestito dalla piattaforma russa InsidePro.
Al contrario di quanto avvenuto con Linkedin, in questo caso non ci sono ancora conferme su quanti utenti siano stati vittima dell’attacco. Il totale è di 1,5 milioni di account, e quindi i numeri scendono sensibilmente.
Al contrario di Linkedin, ancora una volta, da parte di eHarmony ci sono poche ammissioni e altrettanto poche informazioni sul da farsi e su ciò che è avvenuto.