Terremoto oggi: anche la Romagna trema, scossa di 4,5 a Ravenna

La scossa di magnitudo 4,5 che ha colpito la Romagna ha spiazzato un po’ tutti, manifestandosi in una zona che finora era stata risparmiata dal sisma e dallo sciame dei giorni successivi.

Il sisma è stato registrata stamane poco dopo le 6 dall’Istituto di geofisica e vulcanologia. L’epicentro al largo di Ravenna, in Romagna, a circa 25 km di profondità. Ravenna, Cervia e Alfonsine le località più colpite dalla scossa, quelle più ravvicinate all’evento.


Fortunatamente nonostante l’intensità del fenomeno finora non risultano danni a persone o cose. Ma come detto la scossa è stata molto forte, al punto che il terremoto è stato distintamente avvertito a Rimini, lungo la costa marchigiana, da Pesaro ad Ancona.

Ma molti, anche se in forma più leggera, lo hanno avvertito anche nel Modenese e in Veneto. Secondo l’Ingv, la scossa di stamane sarebbe stata generata da una faglia diversa da quelle responsabili delle scosse del 20 e 29 maggio. Ovviamente però l’evento non si può scindere da quello dell’Emilia, perchè la struttura geologica interessata è la stessa.

Intanto prima della visita nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna, Napolitano spiega che “il provato dinamismo e la capacità di adattamento di quelle popolazioni daranno alla regione la forza di risollevarsi e faranno da motore per la ripresa economica e civile”. Il capo dello Stato si è rivolto all’organizzazione mondiale degli agricoltori, sottolineando come sia “indispensabile trovare un equilibrio tra risorse e capacità di produzione da una parte, consumi e stili di vita dall’altra”, che colpiscono “territori già fragili”. Terremoto oggi: anche la Romagna adesso trema

Intanto sempre per quel che riguarda le aziende delle zone terremotate, al fine di tornare a lavorare i dipendenti devono assumersi la responsabilità civile e penale in caso di danni provocati da nuove scosse. Lo sostiene la Cgil Emilia-Romagna. “Riceviamo segnalazioni su aziende che cercano di bypassare l’ordinanza del dipartimento di protezione civile che obbliga i datori di lavoro a verificare la sicurezza delle strutture facendo firmare ai lavoratori liberatorie individuali”.