Continuano le scosse di terremoto nella zona dell’Emilia. Dopo quelle fortissime di stamane all’alba, che hanno portato alla morte di sette persone la terra continua a tremare e a spaventare le persone ecco la situazione spiegata dalla protezione civile: “Numerose repliche stanno interessando la zona colpita questa mattina da un sisma di magnitudo 5.9 tra le Province di Modena, Mantova e Ferrara. In particolare, a seguito del primo evento sismico delle 4.04 di magnitudo 5.9, la replica più forte è stata registrata alle 15.18 con magnitudo 5.1”.
Capitolo soccorsi. La protezione civile sta dispiegando tutte le forze possibili per aiutare coloro i quali sono rimasti feriti e coloro i quali saranno costretti a trascorrere la notte in auto per aver perso la casa nel sisma. Ecco il resoconto della protezione civile: “Sono cinque le vittime accertate dalla Prefettura-Utg di Ferrara, cui si aggiungono due donne decedute per cause concomitanti all’evento sismico. Tutte le strutture operative del Servizio Nazionale sono impegnate nelle attività necessarie a fronteggiare l’emergenza. In particolare, più di mille gli interventi realizzati dai Vigili del fuoco, al lavoro con oltre 600 uomini”.
Come detto adesso lo Stato cerca in Emilia di dare la migliore assistenza alla popolazione possibile. E’ proprio questa la sfida più dura in questo momento e per questo non si sta risparmiando alcuna energia per sostenere le vittime del sisma. Ecco come la protezione civile descrive i soccorsi: “Sono circa 500 i volontari delle organizzazioni nazionali e della Croce rossa impegnati nei luoghi del sisma, cui si aggiungono quelli delle associazioni locali. Nelle prossime ore è atteso l’arrivo di numerosi volontari provenienti da altre Regioni. Per accogliere le persone che hanno lasciato le proprie case saranno resi disponibili circa 3.500 posti tra aree di accoglienza, palestre e scuole attrezzate, alberghi e abitazioni di parenti e amici. A questi si aggiungono i moduli regionali di assistenza alla popolazione messi a disposizione da Marche, Umbria, Toscana, Friuli e dalla Provincia autonoma di Trento e, per le organizzazioni nazionali, dall’Ana – Associazione Nazionale Alpini e dall’Anpas – Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze. In particolare, hanno raggiunto l’Emilia Romagna i moduli delle Marche e dell’Ana, mentre entro le 24.00 è previsto l’arrivo di quelli del Friuli Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento. Un modulo delle Marche e uno dell’Umbria sono destinati a Finale Emilia; il modulo della Toscana e due moduli del Friuli a Mirandola; il modulo di Trento a San Felice sul Panaro”.
C’è anche il problema dei trasporti: Ferrovie dello Stato ha comunicato la disponibilità di sei vagoni, per una capacità di accoglienza di 370 persone.
C’è anche chi cerca di trarre profitto dalla situazione, in maniera ignobile in questo senso le Forze di Polizia hanno attivato pattuglie antisciacallaggio per sorvegliare edifici incustoditi. 
Inizia la conta dei danni: sperando che le scosse di assestamento siano di entità leggera, si potrà iniziare a stimare i danni economici del sisma. Da domani mattina saranno al lavoro 20 squadre di tecnici regionali per le verifiche di agibilità. A queste si aggiungono altre 20 squadre di tecnici provenienti da altre regioni, sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile.
Per il momento i danni sono ingenti. Oltre ai morti a ai feriti, si registrano anche molti danni alle cose. Vediamoli nel dettagli: le otto squadre a lavoro nella giornata di oggi hanno segnalato danni diffusi a edifici rurali ed edifici industriali. I centri storici di Mirandola, Finale e Sant’Agostino presentano danni diffusi. In generale il tessuto abitativo della zona è integro e i danni principali riguardano gli edifici storici.