Continua l’incertezza per quel che riguarda il primo corso di Tfa. Il ministro dell’istruzione Profumo ha dettato una serie di linee guida utili a comprendere meglio la situazione, ma ancora molti sono i punti da chiarire. 
Il Miur intanto ha tenuto a precisare con una nota una serie di aspetti:
Il primo corso di TFA sarà attivato con la preselezione nazionale nelle date già fissate e proseguirà secondo le modalità e i tempi fissati da ciascuna Università, indipendentemente dal diverso percorso abilitante previsto per i docenti con 36 mesi di servizio, laureati ma senza il possesso della prescritta abilitazione.
Non solo. Il Miur specifica anche i dettagli per quel che riguarda i docenti con 36 mesi di servizio:
La procedura per i docenti con 36 mesi di servizio sarà costituita da un percorso formativo e da un esame da sostenere e superare per conseguire l’abilitazione. Tale procedura fa eccezione alla logica programmatoria cui è improntato il TFA disciplinato dal D.M. n.249 ma cerca di dare risposta all’esigenza di regolarizzare la situazione di migliaia di persone che hanno permesso negli ultimi anni alle scuole statali e paritarie di funzionare nonostante l’assenza di abilitati.
I docenti sono in ansia per conoscere le modalità dei prossimi concorsi:
Relativamente ai prossimi concorsi, abbiamo attivato la procedura per bandire un concorso a cattedre per abilitati, limitatamente alle classi di concorso ed alle Regioni in cui vi siano posti effettivamente vacanti, che si svolgerà presumibilmente nell’a.s. 2012-2013, secondo la normativa vigente. I posti disponibili per questo concorso corrisponderanno, ovviamente, al 50% della totalità e saranno assegnati ai vincitori a partire dall’a.s. 2013-14.
Come detto il ministro Profumo ha messo in luce una serie di aspetti. Si è espresso nello specifico sul primo corso di Tfa, che secondo il titolare del dicastero avverrà senza alcuna modifica: ‘Con la preselezione nazionale nelle date già fissate e proseguirà secondo le modalità e i tempi fissati da ciascuna Università, indipendentemente dal diverso percorso abilitante previsto per i docenti con 36 mesi di servizio, laureati ma senza il possesso della prescritta abilitazione’.
Come detto uno degli aspetti più controversi è quello che riguarda i docenti che possono partire dai 36 mesi di attività. Pare che i corsi ’avranno tempi e modalità di espletamento diversi dai primi, dovendosi procedere ancora alla stesura del provvedimento amministrativo di istituzione dei suddetti percorsi e di individuazione degli aventi titolo, oltre all’acquisizione preventiva delle prescritte autorizzazioni e consensi’.
Nello specifico per loro ci sarà un corso formativo e poi un esame. Lo scopo è quello di ‘regolarizzare la situazione di migliaia di persone che hanno permesso negli ultimi anni alle scuole statali e paritarie di funzionare nonostante l’assenza di abilitati’. Finiscono dunque nel calderone anche coloro i quali rappresentano i precari delle paritarie. E’ questa una delle novità, perchè prima sembrava che non dovesse essere così.
Secondo quanto spiegato dal ministro dell’istruzione Profumo ‘l’abilitazione che si consegue a seguito della frequenza del TFA o dei corsi di laurea in Scienza della formazione primaria rappresenta solo la conclusione del percorso di formazione iniziale dell’insegnante e costituisce il presupposto per la partecipazione alle procedure concorsuali. Abilitarsi, dunque, non significa diritto al posto e quindi non significa neppure aggravio della spesa pubblica’.
Importanti anche i tempi per mettere in pratica tutto ciò. I concorsi saranno rivolti unicamente ‘alle classi di concorso ed alle Regioni in cui vi siano posti effettivamente vacanti, che si svolgerà presumibilmente nell’a.s. 2012-2013, secondo la normativa vigente. I posti disponibili per questo concorso corrisponderanno, ovviamente, al 50% della totalità e saranno assegnati ai vincitori a partire dall’a.s. 2013-14′.