Referendum Sardegna 2012: i sì verso la vittoria

Archiviato il successo del referendum anti casta in Sardegna con il quorum ampiamente raggiunto, segnale della partecipazione dei cittadini al voto, si cominciano a registrare i primi pareri che sottolineano come questa tornata elettorale dia chiari segnali alla classe politica da parte degli aventi diritto.

E come ampiamente prevedibile, la tendenza dopo un terzo delle schede scrutinate vede i ‘sì’ nettamente in vantaggio. Per gran parte dei dieci quesiti posti agli elettori, la percentuale di chi ha scelto di abrogare le leggi in vigore supera il 90% per cento, e nonostante manchino ancora molte schede da scrutinare, si può dire che si va verso un successo di chi vuole l’addio a queste leggi.

Il presidente Cappellacci: “Una giornata di grande partecipazione popolare che rappresenta una vittoria per la Sardegna e per tutti i Sardi”.

“I cittadini si riappropriano degli spazi della politica e danno essi stessi impulso a una stagione di cambiamento non più rinviabile, che deve coinvolgere tutta la politica e l’intera società sarda.

Al di là delle appartenenze di ciascuno, bisogna cogliere questo messaggio chiaro e la volontà espressa di una Sardegna che intende decidere con scelte autonome e di rottura con il passato”.


“Mentre attendiamo con fiducia la proclamazione dei risultati dei referendum sardi salutiamo il risultato della partecipazione come una grande vittoria della democrazia. Il dato conferma la domanda che si era già manifestata lo scorso anno nei referendum nazionali e regionale e la partecipazione straordinaria alla raccolta di firme contro il Porcellum che aveva visto la Sardegna in testa alla classifica delle regioni. I sardi hanno preso la cosa pubblica nelle loro mani. Non si accontentano di delegare ai politici, vogliono decidere direttamente”. E’ il parere di Arturo Parisi, deputato del Pd.Referendum Sardegna 2012: i sì verso la vittoria

“Gli elettori sardi cancellano le province. Il loro voto sia di monito al governo, e a quei partiti (in primo luogo Pdl, Pd e Lega) che, con svariati sotterfugi e mezzucci, stanno cercando di salvarle più o meno tutte. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: dalla soppressione delle province si possono risparmiare circa 3 miliardi di euro da destinare alla crescita”. Lo spiega il vice capogruppo Idv alla Camera, Antonio Borghesi.