Google dedica il logo Doodle del 7 marzo a uno degli scrittori più rappresentativi della storia del nostro Paese: è oggi il 227° anniversario della nascita di Alessandro Manzoni, e il colosso di Mountain View gli dice buon compleanno con un logo dedicato alla sua opera più celebre, studiata in ogni scuola: I Promessi Sposi.
Nel logo dalle tinte seppia si riconoscono alcuni degli interpreti principali del romanzo, da don Abbondio a Renzo e Lucia, passando per don Rodrigo e la Monaca di Monza. Alessandro Manzoni è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, ma questo logo dedicatogli da Google ci dà l’occasione di scoprire alcuni aspetti della sua vita, anche privata, che molti non conoscono.
Alessandro Francesco Tommaso Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873) è stato uno dei migliori poeti e scrittori italiani.
Il romanzo I Promessi Sposi è la sua opera più famosa, e ancora oggi è considerato un riferimento di base della letteratura italiana: la lingua fiorentina era più colta in Italia della lingua lombarda dell’autore, e lui si trasferisce a Firenze per impararla.
Il nonno materno di Manzoni, Cesare Beccaria, marchese di Beccaria-Bonesana, era un autore ben conosciuto (scrisse il trattato Dei delitti e delle pene, che è stata incluso nell’Indice dei libri proibiti), e anche sua madre, Giulia Beccaria (1762-1841), era una donna con talento per la letteratura.
Dopo la separazione dai suoi genitori (la madre dal 1792 vive con il ricco Carlo Imbonati, prima in Inghilterra, poi in Francia), Alessandro Manzoni tra il 1790 e il 1803 viene educato in scuole religiose. Pur essendo uno studente pigro, con gli studi raggiunge una buona formazione classica e gusto letterario. A quindici anni sviluppa una sincera passione per la poesia e scrive due sonetti. Il nonno materno gli insegna conclusioni rigorose ed universali dall’osservazione della realtà.
Il giovane Manzoni visse tra il 1803 e il 1805 con il vecchio don Pietro, e dedica molto del suo tempo a donne e gioco d’azzardo, ma riesce comunque a muoversi nell’ambiente illuminato dell’aristocrazia e della nobiltà di Milano. La tendenza neoclassica del tempo ispira le prime esperienze poetiche, create sotto l’influsso di Vincenzo Monti, idolo letterario del momento. Ma oltre a questi, Manzoni preferisce Giuseppe Parini, portavoce per le idee dell’Illuminismo e delle esigenze di riarmo morale della società. A questo periodo appartengono Il trionfo della libertà, Adda, I quattro sermoni che è influenzato da Monti e Parini, ma anche l’eco di Virgilio e Orazio.
Nel 1805 si riunisce a Auteuil, con la madre, partecipando al circolo letterario dei cosiddetti ideologi in cui aveva molti amici, in particolare Claude Fauriel ( 1772-1844), col quale apprende le teorie di Voltaire. Alessandro è impregnato di cultura francese, ciò che è arte classica, ma la filosofia scettica e sensuale lo aiuta nello sviluppo del razionalismo e di posizioni romantiche. Questo incontro con Fauriel (1772-1844), produttore delle dottrine romantiche è essenziale. Manzoni mantiene una duratura amicizia con lui.
Manzoni è stato successivamente inserito nel percorso del realismo romantico.
Nel 1810, Manzoni, già anticlericale per reazione all’educazione che aveva ricevuto, e più indifferente che agnostico o ateo, e per quanto riguarda la questione religiosa, è ancora più vicino alla Chiesa. Nel 1808, a Milano, lo scrittore aveva sposato la calvinista Henriette Blondel, figlia di un banchiere da Ginevra, in un matrimonio felice.
Nel frattempo ha iniziato a dare forma al suo romanzo Fermo e Lucia, prima versione dei Promessi Sposi, che ha completato nel mese di settembre 1822.
Gli ultimi anni della vita di Manzoni sono stati segnati dalla sfortuna. Alla morte della moglie nel 1833 seguì quella di molti dei suoi figli, compresa la sua figlia maggiore Giulia, moglie di Massimo D’Azeglio, e sua madre. Nel 1837 sposò la sua seconda moglie, Teresa Borri, vedova del Conte Stampa. Manzoni è sopravvissuto anche a questa seconda moglie. Solo due dei nove figli che aveva avuto nei suoi due matrimoni gli sopravvissero.
La morte del figlio maggiore, Pier Luigi, il 28 Aprile 1873, è stato il colpo di grazia. Immediatamente si ammalò e morì di men
ingite il 22 maggio. C’è stata una massiccia affluenza al funerale solenne che si è svolta a Milano, e al quale hanno partecipato le più grandi personalità dello Stato. Nel 1874 Giuseppe Verdi compose la Messa da Requiem per l’anniversario della sua morte, per onorare la sua memoria.
Cesare Cantù (1885), Angelo de Gubernatis (1879) e Arturo Graf (1898) scrissero le prime biografie di Manzoni.