Laureati italiani: la metà non lavora

Arrivano dati negativi da AlmaLaurea. Questa infatti ha reso nota la XIV indagine sulla condizione occupazionale dei laureati dal titolo “Dopo la laurea: studi ed esperienze di lavoro in Italia e nel contesto internazionale”. Dai dati emerge che il laureato medio guadagna quasi 1.600 euro.

Non bene per i laureati in psicologia o architettura che sfiorano i 1.400 euro. Va peggio per i laureati in lettere con 1.300.

Tasso di occupazione: a un anno dalla triennale è del 68,6%. Invece per la laurea specialistica si parla del 56,8%.

«Sarebbe un errore imperdonabile sottovalutare o tardare nell’affrontare in modo deciso le questioni della condizione giovanile e del capitale umano». Spiega così AlmaLaurea.

In quest’ultimo periodo si sono diffuse forme contrattuali a tempo determinato e interinale, lavoro parasubordinato e lavoro a nero.

Proprio quest’ultimo in particolar modo vede protagonisti il 6% dei laureati di primo livello, il 7% degli specialistici, l’11% di quelli a ciclo unico.


Andrea Cammelli direttore di Almalaurea afferma: “Si tratta di un fenomeno piuttosto preoccupante ma del resto basta dare un’occhiata agli investimenti fatti in questo periodo dal nostro Paese in questo settore.

Francia, Germania, tutti i Paesi Europei hanno investito di più nelle professioni qualificate per uscire dalla crisi, l’Italia è l’unica in controtendenza.

Abbiamo una percentuale di laureati modesta rispetto alla media Ocse, abbiamo una classe dirigente oltre 55 anni poco scolarizzata e per di più investiamo pochissimo su questo fronte”.

Si tratta di una vera e propria emergenza disoccupazione. Il mercato del lavoro sembra chiedere sempre di più. La laurea triennale ormai serve a ben poco.

Le aziende assumono laureati specializzati sempre più in uno specifico settore. Si ricerca dunque la figura di un professionistaLaureati italiani: la metà non lavora che possieda esperienza teorica e pratica.

Sempre più spesso ci capita di leggere annunci di lavoro e di scoprire che le aziende pretendono persone con anni di esperienza alle spalle. Ed ecco che molti neo-laureati si chiedono: ma se non mi prende a lavorare nessuno come faccio a fare esperienza?

La situazione è sempre più complessa e drammatica in tutto il Paese da Nord a Sud. Nelle regioni meridionali in particolare sono tantissimi i neo-laureati che abbandonano la propria terra per andare al Nord o anche fuori l’Italia e provare così a realizzarsi professionalmente.

Dai dati inoltre emergono anche differenze di genere. Gli uomini guadagnano il 29% in più delle loro colleghe donne (1.231 euro contro 956).

Ma c’è, per fortuna o per sfortuna, chi non perde la speranza e crede ancora in un futuro nel proprio Paese.

1 commento su “Laureati italiani: la metà non lavora”

  1. Il problema della retribuzione è minore, quello reale è che ci sono laureati come me che a 2 anni dalla laurea non hanno ancora avuto un contratto di lavoro retribuzione 0 Euro

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