Lucio Dalla è morto: ultimo video a Sanremo

Ha scelto di andarsene tre giorni prima di un compleanno tra i più celebri del mondo della musica Lucio Dalla. Ha fatto in tempo ad apparire per l’ultima volta sul palco più prestigioso della musica italiana, quando nessuno poteva pensare quello che sarebbe accaduto di lì a poco. Aveva diretto Pierdavide Carone, tornando sul palco dell’Ariston a 40 anni dalla sua ultima apparizione.

Un attacco cardiaco se l’è portato via in Svizzera, a Montreaux, senza rimpianti, dopo una vita piena di soddisfazioni e di successi, colorata e allegorica come le sue più celeberrime canzoni. Quella Montreaux che occupa un posto significativo nel posto della musica, citata dai Deep Purple in Smoke on the Water, un luogo per dire addio a suo modo non causale.

La sua carriera inizia come un clarinettista in una jazz band romana che comprende anche Massimo Catalano e Fabrizio Zampa. Viene scoperto da Gino Paoli, che lo convince a iniziare la sua carriera solista. Il suo debutto è controverso, e molte volte il pubblico getta le cose sul palco a causa delle sue proposte coraggiose per il tempo e il suo look trasgressivo. In ogni caso, la provocazione fa parte dello stile Dalla.

Il suo primo album, del 1999 è di carattere con pezzi sgargianti e di valore musicale con piccole gemme come Tutto il male del Mondo, canzone musicalmente più elaborata di questo lavoro. Tuttavia, crea pezzi musicali di grande spessore come Lucio dove vai e Il cielo.

Quindi aprirà un nuovo decennio con l’album Terre di Gaibola, che contiene diversi pezzi eccezionali (Il Fiume e la Città, Orfeo bianco, Non Sono Matto e Africa). Chiudi questa prima fase con un album di scarso valore, 4 marzo 1943, con evidenti influenze commerciali (questo disco contiene la canzone con lo stesso nome dell’album 4 Marzo 1943 (registrata in spagnolo con il titolo “Un bambino chiamato Gesù”).

Vieni poi una pausa benefica nel percorso di Dalla, associandosi al poeta bolognese Roberto Roversi, iniziando una collaborazione che durò quattro anni e tre album. Il disco Automobili è un controverso album che sarà poi un bestseller. Da questo album Roversi in parte si dissocia, firmando con lo pseudonimo di Norisso.

Frustrato da una collaborazione artistica come quella con Roversi, Dalla decide di diventare l’unico riferimento alla sua musicaLucio Dalla è morto: ultimo video a Sanremo, e da allora è il compositore, paroliere, arrangiatore e musicista in tutte le principali sue opere, mentre ruota attorno ad un nucleo di musicisti bolognesi per entrare nella parte nella creazione degli Stadio degli eccellenti chitarrista Jimmy Villotti e Ricky Portera.

Questa fase è caratterizzata da una forte necessità da parte di Dalla di contare. Si può riassumere il momento dell’autore con la canzone Anna e Marco, Futura e Caruso (quest’ultimo reso noto anni più tardi con forza, anche in Spagna, da Luciano Pavarotti).


Lo stile poetico del Dalla paroliere è per molti versi antitetica a quella dei tradizionali cantautori, senza pretese di formalismo, giocando a volte con gioia e talvolta con preoccupazione con il linguaggio ordinario.

Il fascino del mare, che raggiunse altezze quasi freudiana nella magnifica Nun, è un gusto per la coltivazione di una affettività adolescenziale (Stella di mare o Futura); i passaggi sconcertanti dal drammatico al comico sono alcune delle caratteristiche dei suoi testi, mentre la sua musica diventa sempre più affascinante con l’uso di vocalist.

Per almeno dieci anni, Dalla convince pubblico e critica, come forse solo Battiato era stato in grado di fare. Diversi cantautori della generazione dicono che sono suoi debitori (Carboni, Bersani, Grignani, Antonacci, poi le collaborazioni con De Gregori).

Passato il traguardo del mezzo secolo, Dalla entra in un tramonto dorato, lasciando l’istrionismo e la saggezza accettando le conseguenze dell’invecchiamento. Negli ultimi dieci anni, i suoi album perdono il loro impatto sorprendente e originale e diventano ottimi esempi del lavoro di un cantautore. Dalla è un artista che in vita, non si fa diventare icona di se stesso e continua a proporre un emozionante e completa musica. Nel 2004 partecipa al gruppo di dischi “Neruda nel cuore” che celebra il centenario di Pablo Neruda.

Muore il 1° marzo 2012, tre giorni prima che i suoi 69 anni vengano festeggiati da chi lo ama, a causa di un attacco di cuore.

http://www.youtube.com/watch?v=B08xrxUbk2E