Maturità 2012: materie scelte e date esami

Greco al Liceo classico, matematica allo scientifico, lingua straniera al linguistico, pedagogia al pedagogico, figura disegnata all’artistico, economia aziendale per i ragionieri, topografia per i geometri, alimenti e alimentazione per gli istituti alberghieri.

Che ne pensano gli studenti italiani dell’annuncio delle materie scelte per la II prova scritta dell’esame di Stato 2012? Pareri contrastanti, tra chi tira un sospiro di sollievo e chi si prepara a qualche mese intenso per recuperare su temi nei quali non ci si sente proprio ferrati. Le materie sono state decise e annunciate con il decreto firmato dal ministro dell’Istruzione, Profumo. Le date degli scritti sono fissate per il 20 e il 21 giugno.

Il ministero fa sapere che per gli istituti tecnici e professionali, «sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratico-laboratoriale. Per questa ragione la seconda prova può essere svolta in forma scritta o grafica o scritto-grafica o scritto-pratica, utilizzando, eventualmente, anche i laboratori». Per quanto riguarda il liceo classico la scelta è caduta sul greco, ma più che di una scelta si tratta di una decisione obbligata dal momento che l’anno scorso fu scelto il latino e che le due materie vengono alternate di anno in anno.


Proprio in merito alla scuola, nei giorni scorsi in un’intervista al Mattino il ministro per l’istruzione Francesco Profumo aveva parMaturità 2012: materie scelte e date esamilato dei provvedimenti e dei cambiamenti di cui la scuola italiana ha bisogno per ripartire: “Serve un’autonomia responsabile che si declina in quattro punti: una valutazione di tipo propositivo; un diverso governo delle scuole, passaggio obbligato nel momento in cui si afferma un nuovo concetto di responsabilità; autonomia finanziaria e gestionale; diverso reclutamento degli insegnanti. La partita vale circa un miliardo e mezzo. Ma al di là delle cifre conta anche il nuovo rapporto tra ministero e scuole, università e ricerca. I progetti dovranno nascere insieme, non si tratterà, da parte del ministero, di autorizzare ma piuttosto di collaborare. Prendiamo il caso dei libri scolastici: ora le famiglie acquistano i libri, ma perchè non pensare a una diversa modalità di condivisione? Si possono prendere a prestito dalla scuola e poi riportarli; si può ricorrere solo parzialmente a libri su carta e par l’altra parte a volumi in formato elettronico”.