Benzinai: sciopero di 7 o 10 giorni illegittimo

Le liberalizzazioni continuano a produrre proteste e scioperi. Dopo i tassisti è il turno dei benzinai, che avevano deciso di incrociare le braccia per una settimana. Uno stop decisamente lungo ma che rischiava di durare ancora di più, fino a 10 giorni come minacciato dalle sigle sindacali.

Uno stop che avrebbe rischiato di paralizzare letteralmente il paese. Una minaccia stoppata dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi che ha stabilito che lo sciopero non potrà durare più di 3 giorni,. Se durerà di più i manifestanti incorrerebbero in un comportamento illegittimo. Si tratta infatti di un servizio fondamentale per mandare avanti il paese.

Roberto Alesse, presidente dell’Autorità Garante sugli scioperi: “I benzinai non potranno scioperare per più di tre giorni. Al di là di quanto dichiarato alla stampa, le organizzazioni di categoria sanno bene che la legge sugli scioperi e la regolamentazione di settore prevedono limitazioni, in particolare sulla durata e sulla garanzia di servizi pubblici essenziali, che non può eccedere le 72 ore. Qualunque comportamento difforme rispetto a ciò +, pertanto, illegittimo e come tale andrebbe valutato. L’Autorità di garanzia sugli scioperi, peraltro, non ha ricevuto, fino ad oggi, alcuna proclamazione da parte dei Sindacati dei lavoratori addetti alla distribuzione di carburanti”.


Tre , sette o dieci giorni che siano, i benzinai rivendicano la loro contrarietà alla bozza di Monti sulle liberalizzazioni che a suo dire li penalizzerebbe oltremodo.Benzinai: sciopero di 7 o 10 giorni illegittimo

Pierpaolo Montorsi, segretario dei benzinai Licom, spiega le ragioni: “Non solo le cose non migliorano, ma rischiano di peggiorare. Nessun impianto ‘multimarca’, così come anche l’Antitrust aveva recentemente chiesto. Nessuna libertà per i gestori di rifornirsi sul libero mercato per poter fare prezzi più bassi. E alla fine a rimanere con un palmo di naso sono gestori e automobilisti. C’è un ulteriore cadeaux ai petrolieri: ogni compagnia potrà fissare le condizioni contrattuali che vuole con ogni singolo benzinaio senza nessuna tutela, nessuna contrattazione nè mediazione collettiva. Siamo in presenza di una punizione inaudita verso una categoria di lavoratori che, unica, aveva sostenuto le liberalizzazioni e che mette a rischio di chiusura ed espulsione oltre 20.000 piccole imprese di gestione, oltrechè i circa 120.000 addetti impiegati”.