Diabete: prevenirlo con il caffè, soggetti a rischio

Un recente studio apparso sul “Journal of Agricultural & Food Chemistry” avrebbe dimostrato che il caffè sia una vera e propria pozione magica contro il diabete. A dirlo sono gli studiosi cinesi della Huazhong University of Science and Technology di Wuhan.

Dallo studio infatti emerge che una tazzina di caffè riduce del 7% il rischio d’insorgenza del diabete di tipo due. Una ricerca rivoluzionaria.

Il coordinatore dello studio è il dottor Ling Zheng il quale ha dichiarato: “l’effetto si esercita soprattutto quando si consuma caffè con regolarità”.

Il caffè – spiegano i ricercatori – inibisce l’incremento di una sostanza legata allo sviluppo del diabete.

Tale relazione tra caffè e diabete in realtà era già stata trovata dai ricercatori americani della University of California di Los Angeles (Usa). Lo studio fu pubblicato sulla rivista Diabetes.

Richard Huxley, coordinatore dello studio dichiara: «L’identificazione dei componenti attivi di queste bevande consentirebbe di aprire nuove vie terapeutiche per la prevenzione primaria del diabete mellito.


Si potrebbe anche ipotizzare di consigliare ai nostri pazienti a rischio diabete mellito di aumentare il consumo di tè e caffè, oltre ad aumentare i loro livelli di attività fisica e a cercare di perdere peso».

Ma quanto caffè bisogna bere? A dirlo è la dottoressa Elsa Natella, specialista in Chirurgia Generale. «I dati sperimentali sono stati ottenuti in vitro e vanno confermati da uno studio in vivo condotto sull’uomo.Diabete: prevenirlo con il caffè

Se questo fosse il meccanismo con cui il caffè agisce dovremmo consigliare di bere caffè subito dopo i pasti, ma attenzione a non aumentare il numero di tazzine, e a non superare le 4-5 al giorno!».

Diabete di tipo 2: questa è la forma più comune di diabete ed è caratterizzato da disordini dell’azione e della secrezione insulinica. Entrambi sono di solito presenti nel momento in cui la malattia si manifesta clinicamente.

Soggetti a rischio: lo sviluppo del diabete di Tipo 2 aumenta con l’età, l’obesità, la mancanza di attività fisica. Esso si verifica più frequentemente nelle donne e nei soggetti con ipertensione o dislipidemia.