Una ricerca su oltre 159mila adulti individua nella mezza età la fase chiave per proteggere le funzioni cognitive: la dieta DASH tra le più efficaci.
La mezza età decisiva per la salute cognitiva
Non è nella vecchiaia che si gioca la partita della memoria, ma molto prima. Secondo uno studio pubblicato su JAMA Neurology e basato su oltre 159mila persone, la fase più importante per proteggere il cervello si colloca tra i 45 e i 54 anni.
La ricerca, condotta da scienziati della Zhejiang University School of Medicine e della Harvard T.H. Chan School of Public Health, ha analizzato per decenni le abitudini alimentari dei partecipanti, mettendole in relazione con il rischio di sviluppare problemi cognitivi in età avanzata.
Il risultato è chiaro: ciò che si mangia nella mezza età può influenzare in modo significativo la memoria e le capacità mentali anche vent’anni dopo.
Sei diete a confronto, una emerge più delle altre
I ricercatori hanno confrontato sei modelli alimentari considerati salutari, tutti associati a un rischio ridotto di declino cognitivo. Tuttavia, uno in particolare ha mostrato risultati più evidenti: la DASH diet.
Nata inizialmente per contrastare l’ipertensione, questa dieta si basa su un elevato consumo di frutta, verdura, cereali integrali e alimenti poveri di grassi saturi e sale. Pur non essendo stata progettata per la salute del cervello, si è rivelata la più efficace anche in questo ambito.
Alimentazione e cervello: un legame sempre più evidente
Lo studio rafforza l’idea che la qualità della dieta non incida solo sul cuore o sul metabolismo, ma abbia effetti diretti anche sul funzionamento del cervello.
Adottare abitudini alimentari sane nella mezza età potrebbe quindi rappresentare una strategia concreta per ridurre il rischio di perdita di memoria e declino cognitivo negli anni successivi, spostando l’attenzione dalla prevenzione tardiva a quella anticipata.
