Dieta e cuore, lo studio Harvard: conta la qualità del cibo più delle calorie

Una ricerca su quasi 200mila persone mostra che non basta ridurre carboidrati o grassi: la qualità degli alimenti è decisiva per la salute cardiovascolare.

Non basta tagliare calorie o nutrienti

Quando si parla di dieta, l’attenzione si concentra spesso su quante calorie assumere o su quali nutrienti limitare. Una ricerca della Harvard T.H. Chan School of Public Health invita però a cambiare prospettiva: il vero fattore determinante è la qualità degli alimenti.

“Le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi sono state molto promosse, ma i loro effetti sul cuore non erano del tutto chiari”, spiega il ricercatore Zhiyuan Wu. I risultati dello studio indicano che non è sufficiente ridurre carboidrati o grassi per ottenere benefici: ciò che fa la differenza è da dove provengono.

Cosa emerge dallo studio

L’analisi ha preso in esame i dati alimentari di quasi 200.000 persone, confermando un punto chiave: le diete basate su alimenti di qualità, soprattutto di origine vegetale, sono associate a un rischio più basso di malattie cardiache.

In particolare, i regimi alimentari che privilegiano cereali integrali, frutta e verdura, limitando prodotti animali e carboidrati raffinati come pane bianco, pasta non integrale e riso lavorato, risultano più protettivi per il cuore.

Al contrario, quando le stesse diete includono alimenti meno salutari – come grassi e proteine di origine animale o zuccheri raffinati – il rischio cardiovascolare tende ad aumentare.

Benefici concreti per il cuore

I dati mostrano che un’alimentazione povera di carboidrati e grassi ma costruita su ingredienti di alta qualità può ridurre il rischio di cardiopatia coronarica di circa il 15%.

Anche le analisi del sangue confermano questa tendenza: chi segue regimi più equilibrati presenta livelli migliori di colesterolo HDL (quello “buono”) e trigliceridi più bassi, indicatori positivi per la salute cardiovascolare.

“Per medici e pazienti, il messaggio è chiaro: non serve inseguire diete rigide, ma costruire un modello alimentare sano nel suo insieme”, sottolinea il professor Qi Sun, evidenziando l’importanza di una strategia più ampia nella prevenzione delle malattie cardiache.