Una nuova molecola progettata con intelligenza artificiale rende le cellule tumorali più sensibili ai farmaci già in uso, aprendo a terapie più efficaci e mirate.
Una nuova strategia contro il tumore al pancreas
Un gruppo di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha individuato una molecola sperimentale che potrebbe rafforzare le terapie disponibili contro il tumore al pancreas, una delle neoplasie più aggressive e con minori opzioni di cura. La molecola, chiamata Apt1, è stata progettata utilizzando strumenti di intelligenza artificiale e testata in laboratorio, dove ha mostrato la capacità di aumentare la sensibilità delle cellule tumorali ai chemioterapici.
Gli esperimenti in vitro e su modelli preclinici indicano che l’uso combinato di Apt1 con farmaci già impiegati nella pratica clinica consente di ottenere un effetto antitumorale più marcato, anche riducendo i dosaggi abitualmente necessari. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.
Come agisce la molecola Apt1
Lo studio si è concentrato sui meccanismi di riparazione del DNA delle cellule tumorali. In particolare, l’attenzione dei ricercatori si è focalizzata su due proteine chiave, coinvolte nei processi che permettono alle cellule cancerose di sopravvivere ai danni genetici indotti dai trattamenti: una proteina responsabile della correzione degli errori nel DNA e un’altra che ne guida l’azione nei punti danneggiati del genoma.
Apt1 è un aptamero, cioè un breve frammento di acido nucleico progettato per legarsi in modo altamente selettivo a una proteina bersaglio. Attraverso un algoritmo sviluppato per prevedere le interazioni tra RNA e proteine, è stata individuata una sequenza capace di bloccare l’interazione tra queste due componenti fondamentali della riparazione del DNA. In questo modo, la cellula tumorale perde parte della sua capacità di replicarsi e diventa più vulnerabile ai farmaci antitumorali.
Risultati preclinici e prospettive future
Nei test condotti su cellule di adenocarcinoma pancreatico, Apt1 ha rallentato i processi di riparazione genetica, aumentando l’efficacia dei chemioterapici e mostrando un impatto limitato sulle cellule sane. Le prove su modelli preclinici hanno confermato che l’associazione tra Apt1 e un farmaco già utilizzato in oncologia è più efficace rispetto all’uso dei singoli trattamenti.
In Italia il tumore al pancreas colpisce ogni anno circa 14 mila persone e presenta tassi di sopravvivenza ancora molto bassi a cinque anni dalla diagnosi. In questo contesto, i risultati ottenuti rappresentano una base promettente per avviare ulteriori studi e puntare a una sperimentazione clinica, con l’obiettivo di ampliare le strategie terapeutiche disponibili per una patologia che oggi dispone di opzioni limitate.
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