Influenza in lieve calo, ma gli esperti invitano alla cautela: “Siamo solo all’inizio, vaccinatevi”

I casi settimanali di infezioni respiratorie acute diminuiscono leggermente, ma i virologi avvertono: la stagione influenzale è appena cominciata e servirà massima attenzione.

Lieve flessione dei contagi secondo l’Istituto superiore di sanità

Il nuovo bollettino RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità (Iss) registra un piccolo rallentamento nella diffusione delle infezioni respiratorie acute.
Nella settimana tra il 27 ottobre e il 2 novembre sono stati stimati circa 417mila casi, pari a 7,28 contagi ogni mille assistiti, contro i 427mila della settimana precedente (7,36 per mille).

Il calo, spiegano gli esperti, non indica però che la circolazione virale si stia esaurendo. Anzi, secondo le proiezioni, la fase più intensa della stagione influenzale deve ancora arrivare.

Gli esperti: stagione “tosta”, serve la vaccinazione

I virologi sottolineano che oscillazioni nei dati sono normali nelle prime settimane di diffusione del virus. Gli indicatori suggeriscono che l’influenza è partita con forza, e potrebbe colpire tra i 15 e i 16 milioni di italiani entro la fine dell’inverno.

Le autorità sanitarie invitano in particolare le categorie più fragili – anziani, malati cronici, bambini piccoli e donne in gravidanza – a vaccinarsi il prima possibile. Il vaccino antinfluenzale, precisano, è sicuro ed efficace: i disturbi che possono comparire dopo l’iniezione, come febbricola, dolore nel punto di inoculo o malessere generale, sono lievi e temporanei.

Reazioni al vaccino: la guida degli specialisti

Gli esperti hanno tracciato una panoramica delle possibili reazioni post-vaccinali.
Tra le più comuni figurano dolore o gonfiore nel punto di iniezione e febbricola sotto i 38,5°C.
Più raramente possono verificarsi reazioni allergiche cutanee, mentre le complicanze gravi, come anafilassi o disturbi neurologici, risultano estremamente rare (meno di un caso su un milione).

Le reazioni cardiache e ematologiche segnalate in passato sono associate soprattutto ad altri tipi di vaccini e restano eccezionali. Nei bambini, nei primi giorni, può comparire pianto persistente o febbre alta, gestibile con antipiretici e osservazione.