Disturbi del sonno, perché donne e anziani dormono peggio

I disturbi del sonno colpiscono milioni di persone, con maggiore incidenza tra donne e anziani. Stress, abitudini scorrette e patologie possono peggiorarne la qualità.

Perché alcune categorie dormono peggio

Le statistiche indicano che i problemi di sonno sono più diffusi tra le donne e negli anziani. Nelle prime pesano fattori fisiologici come ciclo mestruale, gravidanza e menopausa. Nelle persone oltre i 60 anni il fabbisogno resta lo stesso degli adulti, pari a 7-9 ore per notte, ma spesso la qualità cala a causa di dolori cronici, alterazioni dell’umore o farmaci che interferiscono con il riposo.

Anche lo stress, i disturbi d’ansia, la depressione e l’abuso di alcol o sostanze incidono in maniera significativa. A livello geografico, i paesi industrializzati e quelli nordici registrano i tassi più elevati di insonnia, complice l’alternanza estrema tra luce e buio durante l’anno.

I segnali da non sottovalutare

Chi dorme poco o male manifesta stanchezza persistente, sonnolenza diurna e difficoltà a concentrarsi. Altri campanelli d’allarme sono irritabilità, calo delle prestazioni lavorative o sportive, problemi di memoria e umore basso. Nei casi più gravi il deficit di sonno può favorire incidenti, aggravare patologie psichiatriche preesistenti e compromettere la vita sociale.

Dormire bene, invece, è indispensabile per la salute: durante la notte il cervello rielabora i ricordi, si rigenera il sistema nervoso e vengono rilasciati ormoni fondamentali per l’equilibrio psicofisico.

Strategie per migliorare il riposo

Alcuni accorgimenti quotidiani possono ridurre i disturbi del sonno. È utile mantenere orari regolari per coricarsi e svegliarsi, evitare l’uso eccessivo di dispositivi elettronici la sera, limitare alcol e caffeina e non cenare troppo tardi o in maniera pesante. L’attività fisica è consigliata, purché non sia svolta a ridosso dell’orario di riposo. Importante anche la qualità dell’ambiente: camera oscurata, rumori ridotti e temperatura confortevole favoriscono un sonno profondo.

Se le difficoltà persistono, può essere necessario rivolgersi a uno specialista per escludere patologie e valutare interventi mirati, che comprendono percorsi psicologici o, nei casi più complessi, un supporto farmacologico temporaneo.