Nuovo studio sulle sigarette elettroniche: contengono più metalli pesanti di quelle normali

Uno studio rivela livelli pericolosi di metalli nelle sigarette elettroniche monouso, mentre i dati italiani mostrano un aumento preoccupante dell’uso tra adolescenti e studenti.

Metalli tossici nelle e-cig monouso

Un’indagine condotta dall’Università della California ha evidenziato come alcuni dispositivi per il vaping rilascino quantità di piombo, nichel e antimonio superiori a quelle generate da venti pacchetti di sigarette tradizionali consumati in un solo giorno. Questi metalli, neurotossici e cancerogeni, risultano particolarmente dannosi per il cervello e i polmoni degli adolescenti, i principali utilizzatori delle sigarette elettroniche monouso.

I numeri in Italia: consumi in crescita

Secondo l’ultima rilevazione ESPAD Italia 2023-24, il 37% degli studenti ha utilizzato almeno una volta le e-cig, in aumento rispetto al 30% dell’anno precedente. Il 20% dichiara un consumo regolare, con prevalenza femminile. Preoccupa il fenomeno del policonsumo: nel 2023 il 58% degli studenti ha combinato sigarette elettroniche e tradizionali, e il 59% ha dichiarato un utilizzo di tre diversi prodotti contenenti nicotina.

La situazione è ancora più marcata tra gli under 18. Nel 2025 il 7,5% degli alunni delle scuole medie e il 37,4% di quelli delle superiori fumava o svapava, pari a circa 865 mila giovani. Il policonsumo è quasi raddoppiato in tre anni, raggiungendo il 45,5% nelle medie e il 70,7% nelle superiori. Guardando agli ultimi quindici anni, la percentuale di adolescenti “vapers attuali” è salita da zero nel 2010 al 17,5% nel 2018.

Rischi per la salute e fattori sociali

Le conseguenze per la salute sono documentate: l’inalazione di nanoparticelle e metalli pesanti può provocare infiammazione, stress ossidativo e danni a polmoni e sistema nervoso. Gli effetti della nicotina in età adolescenziale includono alterazioni nello sviluppo neuronale e una maggiore propensione alla dipendenza.

Studi recenti segnalano che il 76% dei minorenni dichiara di aver acquistato dispositivi nonostante i divieti. La Global Youth Tobacco Survey 2022, condotta in otto regioni italiane, indica una suscettibilità all’uso di e-cig pari al 36,6% tra i ragazzi di 13-15 anni, più alta rispetto alle sigarette tradizionali. Tra i fattori più influenti emergono la presenza di amici fumatori e l’esposizione a campagne informative a scuola, che si rivelano efficaci nel ridurre i rischi di iniziazione.