Influenza intestinale, boom di casi: sintomi, durata e differenze con il Covid

Nausea, diarrea e malessere generale sono i sintomi più comuni della gastroenterite virale, una forma contagiosa che si risolve solitamente in pochi giorni.

Cause e sintomi principali

Quella comunemente definita “influenza intestinale” è in realtà una gastroenterite virale, infezione che colpisce l’apparato digerente. I virus più frequenti sono rotavirus, adenovirus e norovirus, capaci di attaccare in modo diretto la mucosa intestinale. I sintomi tipici comprendono dissenteria, nausea, vomito, dolori addominali, febbre e diffuso senso di spossatezza. La durata è breve: l’incubazione è rapida e la guarigione avviene spesso in 48 ore.

Chi colpisce e quando

Queste forme virali si diffondono soprattutto nei mesi freddi e colpiscono tutte le fasce d’età, con una maggiore incidenza nei bambini. Negli adulti e negli anziani i disturbi tendono a risolversi spontaneamente, ma nei soggetti fragili possono avere conseguenze più serie, come disidratazione o complicazioni renali, richiedendo quindi maggiore attenzione.

Cure e differenze con il Covid

Il trattamento è generalmente sintomatico e basato su idratazione, probiotici e farmaci contro nausea o diarrea. Non vanno utilizzati antibiotici, che possono peggiorare la situazione alterando la flora intestinale. A differenza del Covid, che può interessare anche l’apparato respiratorio con tosse o mal di gola, la gastroenterite virale ha un tropismo specifico per l’intestino. In caso di sintomi persistenti oltre 48 ore, resta comunque consigliato effettuare un tampone per escludere l’infezione da coronavirus.