Prevenzione urologica: i controlli che gli uomini dovrebbero fare ad ogni età

Limportanza della salute urologica maschile: controlli fin dall’infanzia, visite regolari e diagnosi precoce aiutano a prevenire patologie che colpiscono testicoli e prostata.

I primi controlli in età pediatrica e adolescenziale

La prevenzione urologica maschile dovrebbe iniziare già dall’infanzia. Durante le visite pediatriche è importante non trascurare l’apparato urinario e, in caso di sospetti, approfondire con esami o visite specialistiche. Nell’adolescenza diventano più frequenti condizioni come varicocele e fimosi, che se trascurate possono avere conseguenze anche sulla fertilità. Per questo, come avviene per le coetanee con la visita ginecologica, anche nei ragazzi è fondamentale un primo controllo urologico.

Giovani adulti: autopalpazione e fertilità

Tra i 20 e i 30 anni la visita urologica serve a monitorare patologie che possono influire sulla fertilità, inclusa la disfunzione erettile, che talvolta ha anche componenti psicologiche. In questa fase l’urologo insegna l’autopalpazione testicolare, utile per individuare precocemente eventuali anomalie legate al tumore al testicolo, la neoplasia più frequente tra i giovani uomini. È inoltre l’occasione per ricevere indicazioni sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Dai 30 anni in poi l’attenzione si sposta anche su problemi renali o urinari, soprattutto in presenza di familiarità.

Dopo i 50 anni: focus sulla prostata

Superata la soglia dei 50 anni, il monitoraggio della prostata diventa una priorità. Tra le patologie più comuni ci sono il tumore e l’ipertrofia prostatica benigna, che interessa circa l’80% degli uomini. Oltre alla visita specialistica, è consigliato il test del Psa, utile nella diagnosi precoce del carcinoma prostatico. Per chi ha una storia familiare di tumore prostatico, i controlli dovrebbero cominciare già a 45 anni. Dai 50 in poi le visite urologiche dovrebbero avere cadenza annuale per intercettare tempestivamente anche eventuali tumori della vescica o del rene, aumentando l’efficacia delle terapie.