Dalle proprietà antiossidanti alla protezione neurologica, nuove ricerche indicano il rosmarino come potenziale alleato contro stress, ansia e declino cognitivo.
I composti del rosmarino e i loro effetti sul cervello
Una serie di studi recenti ha portato l’attenzione scientifica su una pianta ampiamente usata in cucina: il rosmarino. Secondo quanto pubblicato su The Conversation da Dipa Kamdar, docente alla Kingston University, i composti presenti nella pianta — tra cui acido rosmarinico, acido carnosico e carnosolo — avrebbero proprietà neuroprotettive e antiossidanti.
Esperimenti condotti su studenti universitari hanno dimostrato che l’inalazione dell’olio essenziale di rosmarino è associata a migliori risultati nei test di memoria. Gli effetti sembrano estendersi anche all’ambito emotivo: in uno studio su studenti di infermieristica, l’aroma del rosmarino ha ridotto frequenza cardiaca e livelli di cortisolo salivare prima degli esami. Un altro lavoro ha documentato una diminuzione dei sintomi legati ad ansia, depressione e disturbi del sonno in chi aveva assunto capsule di estratto di rosmarino per un mese.
Potenziale ruolo nella prevenzione neurologica
L’interesse maggiore è legato al possibile effetto protettivo nei confronti delle malattie neurodegenerative. Alcuni esperimenti su modelli animali suggeriscono che i composti attivi del rosmarino possano contrastare l’accumulo di proteine tossiche e limitare i danni ossidativi ai neuroni, due processi implicati nella malattia di Alzheimer.
L’acido carnosico, in particolare, è stato osservato per la sua capacità di ridurre l’infiammazione cerebrale e migliorare la memoria nei test di laboratorio. Secondo Kamdar, l’efficacia del rosmarino potrebbe derivare anche dal fatto che i suoi principi attivi, una volta inalati, riescono a superare la barriera emato-encefalica. In un test clinico, il composto 1,8-cineolo è stato rilevato nel sangue di soggetti che avevano semplicemente annusato la pianta, con concentrazioni più alte associate a prestazioni cognitive superiori.
Indicazioni d’uso e precauzioni
L’uso alimentare del rosmarino è generalmente considerato sicuro, ma le versioni concentrate, come gli oli essenziali, richiedono attenzione. Kamdar avverte che questi prodotti non devono essere ingeriti senza parere medico, poiché possono provocare reazioni allergiche o interazioni con determinati farmaci, soprattutto quelli anticoagulanti. Inoltre, le donne in gravidanza dovrebbero evitarne l’assunzione in dosi elevate, a causa del possibile effetto stimolante sull’utero.
Pur riconoscendo il valore delle prime evidenze, la docente sottolinea che la maggior parte degli studi condotti finora si basa su modelli animali o test in vitro, e che le ricerche sull’uomo restano limitate per dimensione e durata. Fino a nuovi riscontri clinici, il rosmarino può essere considerato un ingrediente benefico, da utilizzare in cucina o in aromaterapia, con un profilo di sicurezza favorevole.