Tonno, attenzione a non superare queste quantità per quello in scatola

Tonno in scatola: perché non va mangiato più di una volta a settimana

Contenuto di sale e metilmercurio impongono un consumo moderato del tonno in scatola, soprattutto nelle donne in gravidanza.

Frequenza di consumo consigliata

Le indicazioni delle Linee guida per una sana alimentazione prevedono che una porzione da 50 grammi di pesce conservato, come una scatoletta di tonno sott’olio o alcune fette di salmone affumicato, venga consumata al massimo una volta a settimana in una dieta da 2000 calorie. Per chi segue un regime da 1500 kcal, invece, si consiglia di evitarlo del tutto. Il motivo principale è il contenuto di sale: una sola confezione da 52 grammi sgocciolata contiene circa 0,4 grammi, pari al 10% del fabbisogno giornaliero.

Conservazione, tipologia e rischi

Le confezioni in lattina sono sicure, grazie a tecnologie che impediscono il passaggio di metalli all’alimento. L’’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) vigila sul rispetto dei limiti per le sostanze tossiche negli imballaggi. Per una corretta conservazione è sufficiente rispettare le indicazioni in etichetta. Quanto alla scelta tra tonno al naturale o all’olio, entrambi possono essere validi se consumati con moderazione. Il tonno al naturale è meno calorico, ma può indurre a un consumo eccessivo. Per bilanciare gusto e salute, si consiglia di sgocciolare accuratamente il tonno sott’olio, soprattutto se confezionato con olio extravergine di oliva.

Metilmercurio e precauzioni in gravidanza

Il tonno, come altri pesci di grossa taglia, può contenere quantità significative di metilmercurio a causa del fenomeno di biomagnificazione. Secondo l’’EFSA, la soglia settimanale sicura è di 1,6 microgrammi/kg di peso corporeo. In condizioni normali e con consumo limitato, il rischio è contenuto. Tuttavia, per le donne in gravidanza o che pianificano una gravidanza, si raccomanda un consumo massimo di due scatolette medie o una bistecca di tonno alla settimana. Meglio preferire pesce fresco e di piccola taglia come alici, sgombro o sardine, più sicuri e altrettanto nutrienti.