È presente in molte insalate estive, nei sushi pronti, nei piatti veloci da supermercato. Il surimi, con il suo aspetto che ricorda la polpa di granchio, è uno di quegli alimenti che suscitano sempre qualche dubbio: cosa contiene davvero? Fa bene? E soprattutto, fa ingrassare?
Il surimi non è un alimento naturale, ma un prodotto lavorato, ottenuto principalmente dalla lavorazione della carne bianca di pesce, spesso merluzzo o altri pesci poveri, che viene tritata, lavata, concentrata e poi mescolata con addensanti, zuccheri, sale, aromi e coloranti. In sostanza, si tratta di una pasta di pesce aromatizzata, che ha poco a che fare con il vero granchio, nonostante l’aspetto e il sapore lo ricordino.
Dal punto di vista nutrizionale, il surimi contiene poche calorie – in media 80-100 per 100 grammi – e una modesta quantità di proteine. Tuttavia, la sua composizione è sbilanciata: spesso contiene zuccheri aggiunti, molto sodio e pochi grassi buoni. Non è quindi un alimento dannoso in senso assoluto, ma nemmeno particolarmente sano, soprattutto se consumato frequentemente o in grandi quantità.
Non si può dire che faccia ingrassare, ma non è nemmeno un alimento saziante o nutriente, e tende a rientrare in quella categoria di prodotti ultra-processati che andrebbero limitati. Inoltre, per chi ha pressione alta o problemi renali, l’elevato contenuto di sale può rappresentare un problema.
Il vero punto critico del surimi non è solo ciò che contiene, ma quanto è lontano dalla materia prima originale. È un prodotto comodo, veloce, ma povero di nutrienti rispetto a una semplice porzione di pesce fresco. Chi lo consuma ogni tanto, all’interno di una dieta equilibrata, non ha nulla da temere. Ma farne un’abitudine quotidiana non è una scelta consigliabile, né per la salute né per il controllo del peso.
