Lotta al fumo, immagini choc su pacchetti di sigarette

Fumo: su pacchetti frasi e immagini forti per dissuadere

La lotta contro il fumo si fa sempre più aspra e utilizza strumenti sempre più diretti ed espliciti. La filosofia è: se serve, meglio scioccare che rischiare di avere sempre più malati, soprattutto per il fumo passivo. Per fare questo, bisogna cominciare a rendere i pacchetti di sigarette sempre meno attraenti, con il nome della marca sempre meno evidente e con sigarette che non potranno avere aromi come mentolo o vaniglia che possano modificare odore, gusto o intensità di fumo.

In attesa che un giorno si arrivi al divieto di vendita di un prodotto così dannoso, si vieterà la vendita di prodotti del tabacco contenenti additivi che rendano più ‘attrattivo’ il prodotto, in altre parole che promettano “benefici per la salute ed effettivi energizzanti”. Via anche alle scritte sul contenuto di catrame, nicotina e monossido di carbonio, ritenute ‘ingannevoli’, considerato che le sostanze cancerogene sono almeno 40.

L’Italia recepisce le nuove direttive Ue per sensibilizzare la popolazione sui rischi del fumo. In altre parole l’obiettivo è: chi vuole fumare, deve sapere in ogni momento quali rischi corre per se e quali rischi fa correre a chi gli è vicino. Il testo dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri la prossima settimana, quindi le commissioni parlamentari competenti avranno 60 giorni per esprimere un parere.

In questo senso si punta a insegnare ai giovani i pericoli del fumo, dissuadendo, con la vendita di prodotti del tabacco ai minori vietata e punita più severamente, con sanzioni che potranno arrivare fino alla revoca della licenza per l’attività.

La bozza di decreto, composta di 38 articoli si esprime anche sui maggiori requisiti di sicurezza per le sigarette elettroniche, che dovranno avere ad esempio una chiusura a prova di bambino ed un sistema di protezione dagli spargimenti di liquido.

Il Codacons accoglie con favore le novità ma è convinto si possa fare di più: “Misure positive ma da sole non bastano a ridurre il numero dei decessi causati ogni anno dal tabacco, circa 80.000”. “Se davvero si vuole ridurre il numero di vittime – afferma il presidente dell’associazione di consumatori Carlo Rienzi – il Ministero deve compiere serie analisi sulle centinaia di sostanze contenute dalle sigarette e sulla loro pericolosità per la salute umana, ed inserire la nicotina tra gli elementi che creano dipendenza, come oramai accertato dalla letteratura scientifica internazionale”. Silvio Garattini, direttore dell’istituto di ricerca farmacologiche Mario Negri di Milano, si augura che “nell’iter vengano aggiunte le cose che realmente disincentivano la vendita di sigarette, in primo luogo l’aumento di prezzo, vera forma di dissuasione dei consumi”. In secondo luogo, aggiunge, “fumare negli stadi e nei ristoranti all’aperto equivale a fumare in faccia alla gente, andrebbe quindi vietato così come nei parchi dove giocano i bambini”.

Vietato il fumo in auto se si viaggia con bimbi a bordo o con donne in gravidanza. In compenso ci saranno pubblicità choc sulle confezioni delle sigarette. La bozza di decreto legislativo del Ministero della Salute con cui si recepisce la direttiva Ue sul tabacco è un vero e proprio giro di vite sul contrasto al fumo.

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