Scienza

Centrali nucleari dismesse aperte ai cittadini da Trino a Latina


L’Italia ha scelto di dire ‘no’ al nucleare e adesso va oltre con una iniziativa chiamata Centrali Porte Aperte promossa da Sogin, società incaricata dallo Stato italiano di smantellare i siti di materiale radioattivo, con la quale ha appunto spalancato i cancelli a chi volesse visitarle in attesa della costruzione di un deposito nazionale per le scorie radioattive.

Le quattro centrali nucleari dismesse, ovviamente assolutamente sicure, si trovano a Caorso, Garigliano, Latina e Trino. Proprio a Trino molti cittadini hanno preso parte alla prima giornata d’apertura della centrale Enrico Fermi, attivata nel 1964 e dismessa nel 1987. Nel sito sono presenti ancora 47 elementi di combustibile, che saranno inviati in Francia per il riprocessamento.

I 380 posti disponibili in ognuna delle due giornate per visitare la «Fermi» sono andati esauriti in breve tempo, e infatti è rimasto deluso che provava a prenotare la visita nei primi giorni di maggio e che ha potuto solo essere inserito in lista d’attesa.

Il sindaco di Trino Alessandro Portinaro: “Stiamo lavorando per integrare il dossier con i commenti recepiti dall’Ispra e dai ministeri. La scelta finale avverrà attraverso un dibattito politico e l’autocanCentrali nucleari dismesse aperte ai cittadini da Trino a Latinadidatura dei Comuni che vorranno ospitare la struttura. La giornata è stata estremamente positiva spero sia la prima di una serie di iniziative del genere”.

Con ‘Open gate’, la Sogin intende far conoscere il lavoro che porta avanti quotidianamente per terminare lo smantellamento degli impianti nucleari, “nel rispetto dei criteri di massima sicurezza, e di sensibilizzare sul tema della gestione dei rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale. La sua realizzazione consentirà – spiega Sogin – di chiudere il ciclo elettronucleare nel nostro Paese”.

«Il decomissioning – ha spiegato il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti – va accelerato per garantire al nostro Paese l’uscita definitiva dal nucleare. L’apertura delle centrali al pubblico è un importante atto di trasparenza. Per quanto riguarda la realizzazione del deposito unico nazionale – ha detto De Vincenti – si aprirà una lunga fase di consultazione pubblica, di studio e di confronto con le popolazioni e con gli enti di ricerca e territoriali coinvolti, ma siamo convinti che emergeranno tante autocandidature, perché il deposito unico sarà anche un parco tecnologico di eccellenza mondiale».

Lo smantellamento del sito di Caorso procede da otto anni e andrà avanti finché non verrà realizzato un sito nazionale di stoccaggio permanente dei rifiuti radioattivi.