L’obesità non è soltanto la conseguenza di benessere e stili di vita sbagliati conseguenti a bombardamenti pubblicitari nel mondo occidentale e più sviluppato. Questo quanto si deduce da ciò che ha reso noto l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una cui recente, interessante e per certi versi sorprendente ricerca rivela che la maggior percentuale di obesità al mondo è in Polinesia, in particolare nelle isole Cook.
Chi l’avrebbe mai detto che ad esagerare maggiormente con il cibo sono gli abitanti di questo paradiso terrestre composto da un arcipelago di 15 isolotti. Chi si immaginava un luogo dove si mangia solo pesce e riso, all’insegna della salute e dei pochi chili, sbaglia, perchè questa è la conferma che l’obesità è un rischio per chiunque, una patologia mondiale che riguarda i paesi a maggiore sviluppo industriale ma non solo.
Secondo la ricerca, si mangia bene e tanto anche in qualche sperduta isola del Pacifico, dove i cibi grassi ingeriti hanno superato la soglia di tolleranza.
La ricerca rivela che su 18mila abitanti addirittura il 50% di quelli che stanno sulle isole Cook sono obesi. Non solo: dati simili emergono anche nella Repubblica di Palau (47,9%), nella Repubblica di Nauru con 45,6% dei 10.000 abitanti che fanno saltare l’ago della bilancia.
Il motivo: troppi cibi grassi a scapito dei frutti di allevamento e pesca.
Insomma le abitudini delle nazioni che hanno colonizzato questi popoli sono entrate a far parte della loro quotidianità. E così il turismo e l’occidentalizzazione hanno attecchito in maniera negativa sugli abitanti delle isole, facendo innalzare i livelli di obesità con cibi raffinati e in scatola.
Come prevenire l’obesità? Ci dà qualche consiglio la Dott.ssa Maria Scianni, laureata presso l’Università degli Studi di Roma “Sapienza” in Scienze Biologiche: “Dieta mediterranea, convivialità e stile di vita attivo. La nostra salute si costruisce a tavola, ormai lo dimostrano diversi studi scientifici. La dieta mediterranea è il modo di mangiare più sano, a cui ricorrere anche per dimagrire. È facile da seguire in quanto si basa su princìpi culinari, gastronomici e nutrizionali ben radicati nella nostra cultura. Non è necessario correre alla ricerca di prodotti particolari ma è sufficiente utilizzare ciò che la propria zona di provenienza offre.I suoi effetti benefici sulla salute non dipendono da singoli cibi o loro componenti. In altre parole, non è un determinato cibo ad essere “buono” o “cattivo”, o a proteggere la salute, ma l’insieme delle abitudini alimentari, la combinazione dei cibi, la varietà della dieta e lo stile di vita. Non è solo importante COSA si mangia ma COME si mangia. La tavola deve essere intesa come momento che va oltre il nutrimento stretto, ma deve diventare un momento in cui la famiglia, gli amici si incontrano, si scambiano opinioni e si divertono. Ed infine, è necessario anche prendersi cura del proprio corpo e mente praticando un’attività fisica regolare. Per stare bene bisogna amare se stessi”.